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Il Parlamento italiano come un Bar dello Sport | In Sicilia evitato il disastro: ecco i soldi per la carta igienica

di Satyricus

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Il Parlamento italiano come un Bar dello Sport | In Sicilia evitato il disastro: ecco i soldi per la carta igienica

| domenica 02 Febbraio 2014 - 01:19

Il Parlamento italiano si avvicina sempre di più alla gente comune. Tutti quelli che accusano i deputati e i senatori di essere una casta e di vivere in un mondo a se stante dovranno ricredersi. Lo spettacolo della settimana è stato imperdibile. Come fosse il bar dello sport sotto casa propria, né più né meno. Riepiloghiamo.

Il 5 stelle Massimo De Rosa (voto 2) ha offeso alcune deputate del Pd dicendo loro che erano state elette “solo perché facevano bene i pompini”.
Le deputate (voto 2) hanno sporto querela, forse non è vero che li fanno bene.
Qualche ora dopo, nel mezzo di una rissa in Aula, il parlamentare di Scelta Civica Stefano Dambruoso (voto 2) colpisce al volto la grillina Loredana Lupo e si scusa così: “Quel gesto è stato percepito come un gesto di violenza, io non lo avevo inteso così”. Percepito? Mah.
La deputata (voto 2) ha preannunciato una denuncia, lamentando anche il fatto di non essere stata difesa dalle altre forze politiche (voto 2), e ha aggiunto che mentre riceveva il pugno in faccia un parlamentare del Pd (voto 2) avrebbe detto: “Ha fatto bene”.
Non è finita. Il giorno dopo il grillino Vittorio Ferraresi (voto 2) impedisce lo svolgimento della seduta della Commissione Giustizia, occupando l’Aula e dicendo che – in seguito agli schiaffi del giorno prima – se ne sarebbe andato solo dopo le dimissioni della Boldrini e di Dambruoso. Voto 14, cumulativo.
In compenso è stata una settimana parlamentare decisiva per il futuro degli italiani. Grazie alla lungimiranza di tutte le forze politiche siamo riusciti addirittura a ottenere che la soglia per far scattare il premio di maggioranza passi dal 35 al 37%. Come si fa a non esultare?

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Di fronte a tanta corale spettacolarità, cosa poteva fare – da solo – il povero Rosario Crocetta? Il presidente della Regione siciliana, è giusto riconoscerlo, ha dato il meglio di sé (voto -14, singolo). Nell’ordine: ha decantato le lodi della Legge di stabilità che è stata bocciata al 70% dal Commissario dello Stato; ha messo a rischio lo stipendio di 20.000 regionali e il posto di lavoro di altre 26.000 persone; ha ferocemente attaccato il Commissario Aronica, manco fosse un usciere; per buttarla in demagogia ha affermato che è stata tagliata la lotta alla mafia; al termine di una riunione a Roma durata un nanosecondo ha avuto la faccia tosta di dichiarare che tutti i presenti hanno capito che la Finanziaria siciliana era valida; poi ha dovuto rimettere la questione al Consiglio dei Ministri.
Insomma, una situazione imbarazzante che lo stesso Crocetta, con encomiabile sintesi, ha definito “un disastro senza precedenti”.

La conferma del disastro – nemmeno Cuffaro (voto 5) e Lombardo (voto 5) si erano avvicinati a tanto – è arrivata pochi minuti dopo. Qualche agenzia di stampa impietosa ha battuto la ferale notizia: le toilette di Palazzo dei Normanni sono rimaste senza carta igienica. Non vi dico cosa si è scatenato sui social: il commento più soft è stato: “usino la carta vetrata” (n.g., mai provato). Il resto ve lo lascio immaginare.

La vera mandrakata, però, è che i deputati hanno attinto dall’ex Fondo di solidarietà e si sono comunque pagati gli stipendi. I loro mutui, cioè, sono salvi, gli altri si arrangino. Già intuisco i vostri indignati commenti: i soliti favoritismi, due pesi e due misure, ecc. ecc. No, siete fuori strada e ce lo spiega il deputato questore Paolo Ruggirello che a Repubblica ha candidamente dichiarato. “Stavano cercando di ridicolizzare l’istituzione con la storia della carta igienica e abbiamo rimediato. Che c’è di male? Mica li rubiamo gli stipendi…”. Voto 1.

In ogni caso, sabato la Finanziaria – monca – è stata pubblicata ed è quindi possibile il trasferimento degli appena 149 milioni di euro che servono per il funzionamento dell’Ars e per i sudati privilegi dei deputati. Hai voglia di carta igienica, adesso sì che i cittadini – con rispetto, senza ridicolizzare nessuno – li potranno mandare a cacare.

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Si chiama Fiat Chrysler Automobiles. FCA. È il nuovo marchio di quella che per quattro generazioni abbiamo chiamato Fiat, nel bene e nel male un simbolo dell’Italia. Elkann e Marchionne hanno spiegato per ore il significato – anche grafico – del nuovo logo. Gli italiani da tre giorni si domandano perché si sono dimenticati la I di Italia. In effetti, fica (voto 8) non sarebbe stato un nome più attraente?

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È morto a 72 anni Eric Lawson (voto 7), conosciuto da tutti soprattutto come “Marlboro Man” perché tanti anni fa legò la sua faccia a una campagna promozionale della celebre marca di sigarette. Ovviamente è morto per le conseguenze del troppo fumo (le fumo anch’io, voto 2) e dunque faccio gli scongiuri. Mai come in questo caso si potrà scrivere nel necrologio che “si è spento”; e le ceneri? nell’urna o in un portacenere?

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Una volta era il morbo della “mucca pazza”. Ora si può tranquillamente parlare di “mucca puzza”. È successo in una stalla della Germania. Troppe mucche “flatulente” messe assieme hanno prodotto una quantità tale di “metano” (voto 10 all’immagine suggestiva…) che una scintilla di elettricità statica ha provocato un’esplosione che ha distrutto la stalla. Avviso per la redazione (voto 8): prima di accendere la luce aprite le finestre.

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“Papà, sono fidanzata con un rasta, che è nero e ha sposato un uomo”. Non è proprio una confessione di tutti i giorni, specie se la protagonista è nientemeno che la figlia dell’ex ministro Giovanardi, noto cattolico integralista.
Marco Pomar, scrittore e umorista palermitano (voto 9), ha commentato così sulla sua pagina Facebook. “Pensate alla sfortuna di quest’uomo, legato indissolubilmente ai suoi valori, fino a diventarne a volte un po’ schiavo. Per anni e anni uno combatte per le sue idee, contro tutto e tutti, e che succede? Diventa il genero di Giovanardi…”.
Bravo Pomar. E citazione gratis per il tuo ultimo libro (“Cronaca dannata”, edizioni Leima). Quando lo prendi il mio posto?

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