Mozione di sfiducia al presidente della Regione | Attesa in Sicilia per il voto in Parlamento

di Redazione

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Mozione di sfiducia al presidente della Regione | Attesa in Sicilia per il voto in Parlamento

| mercoledì 29 Ottobre 2014 - 18:48
Mozione di sfiducia al presidente della Regione | Attesa in Sicilia per il voto in Parlamento

“Da qui a domani non compio alcun atto perché sarebbe arrogante nei riguardi del Parlamento regionale, verso cui porto rispetto” sono queste le parole del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, che martedì sera ha varato la nuova giunta regionale e che giovedì pomeriggio si presenterà davanti all’Assemblea regionale per le mozioni di sfiducia presentate dal centrodestra e dal Movimento 5 stelle.

Rosario Crocetta, ha anche fatto sapere che la conferenza stampa di presentazione della nuova giunta, prevista per giovedì mattina, viene rinviata per rispetto del dibattito parlamentare che si svolgerà nel pomeriggio in Aula.

Soddisfazione per la nuova giunta è stata espressa da una delegazione del Partito Socialista Italiano: “È stato un buon lavoro quello di preparare e proporre una giunta di governo ricca di grandi professionalità che, superando ogni schema di spartizione, guarda direttamente agli interessi della Sicilia e dei siciliani”, sostengono Carlo Vizzini, Antonio Venturino, Nino Oddo, e Giovanni Palillo.

Invece il movimento Articolo 4, attraverso il suo presidente Luca Sammartino, esprime tutta la sua insoddisfazione non sentendosi rappresentato dal nuovo governo regionale. “Anche il presidente Crocetta – continua Sammartino – ne è perfettamente cosciente e lo conferma un passaggio della sua nota nella quale ricorda come l’assessore designato non sia stato concordato ufficialmente con Articolo 4”.

“Contestiamo fortemente – dicono i 5 deputati (oltre a Sammartino Valeria Sudano, Alice Anselmo, Paolo Ruggirello e Pippo Nicotra) – non il nome ma il metodo con il quale è maturata la scelta dell’assessore designato, pur ritenendo Nino Caleca persona di alto spessore e profilo”. Il dubbio è se questo malcontento possa trasformarsi in un voto a favore della mozione di sfiducia a Crocetta che potrebbe in teoria trovare il favore di qualche “franco tiratore” della maggioranza anche se il clima sembra essersi rasserenato.

Tagliata fuori – per forza di cose – dal nuovo Governo è l’ormai ex assessore alla Formazione Nelli Scilabra che però dice di essere “serena”. “La mia battaglia continua per una Sicilia migliore accanto a Rosario Crocetta. Il nostro non è stato un passo indietro ma un passo avanti per sbloccare una situazione di stallo. Il mio contributo resta al servizio della Sicilia e dei giovani siciliani”. E sulla sua carriera politica non ha dubbi: “Rifarei tutto quello che ho fatto in questi due anni”.

“In politica nessuno è indispensabile – dice ancora Nelli Scilabra – l’importante è non perdere di vista l’obiettivo finale che è e resta cambiare la Sicilia”. E riferendosi alla decisione del presidente di assegnare la delega alla Formazione a Mariella Lo Bello, la Scilabra dice: “sono contenta che sia stata assegnata a lei, perché è una persona che stimo e di rottura. Sono certa che continuerà il lavoro che abbiamo portato avanti in questi anni nel settore della Formazione professionale”.

Il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatrice Simona Vicari, invece, esprime la sua preoccupazione sui fondi dell’Unione Europea: “Mentre Crocetta cerca di nascondere i fallimenti della sua giunta con un rimpasto, che in realtà non è altro che la certificazione del suo malgoverno, giunge l’ennesima bocciatura nei confronti della Regione siciliana. Nell’ambito dell’accordo di partenariato con l’Ue sull’utilizzo dei fondi strutturali nel prossimo settennio 2014/2020 la Sicilia – osserva – rischia di perdere quelli del 2007/2013, perché incapace di dimostrare di aver speso tutti i fondi a sua disposizione”. Per Simona Vicari si tratta della “conferma di una gestione fallimentare, dove la disponibilità di risorse viene sprecata per l’incapacità di progettare e delineare interventi di sviluppo”.

 

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