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Immigrazione, partono i primi pullman | Maroni ai prefetti: “Stop alle assegnazioni”

di Denise Marfia

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Immigrazione, partono i primi pullman | Maroni ai prefetti: “Stop alle assegnazioni”

| martedì 09 Giugno 2015 - 11:12
Immigrazione, partono i primi pullman | Maroni ai prefetti: “Stop alle assegnazioni”

Sono già partiti per la Lombardia, il Veneto, la Liguria e la Valle d’Aosta i primi pullman carichi di migranti. Sono destinati dove il Governo ha deciso di far rispettare le quote fissate con la circolare del 1° giugno scorso per garantire un’equa distribuzione e cioè nelle strutture indicate dai prefetti al termine della riunione convocata ieri al Viminale. È passata dunque la linea dura e mentre i governatori del Nord continuano a protestare e a minacciare rivolte, dal Sud partono i pullman carichi di stranieri.

In base alle disposizioni, la quota per la Lombardia è fissata a 2.116 persone e quella per il Veneto a 1.926. Ieri si è deciso di mandare nella prima 450 migranti e 630 nella seconda.
I pullman sono partiti ieri sera da Reggio Calabria e Vibo Valentia alla volta di Milano.

Continua la querelle sui trasferimenti. Claudio Palomba, presidente del Sinpref, associazione sindacale dei funzionari prefettizi, ha commentato con l’Agi la lettera con la quale Roberto Maroni ha chiesto ai prefetti della sua regione di “sospendere le assegnazioni nei Comuni lombardi in attesa che il governo individui soluzioni di accoglienza temporanea più eque”.

“I prefetti della Lombardia – ha dichiarato Palomba – non rispondono certo al governatore, con tutto il rispetto per Maroni: è una materia di competenza dello Stato e i prefetti si attengono alle direttive che arrivano dal ministero dell’Interno e dal governo”.

“È una lettera di cortesia, politica: se vengono chiamati ad accogliere un certo numero di migranti i prefetti non possono tirarsi indietro”.

Roberto Maroni stamattina aveva sottolineato, nella lettera inviata ai prefetti, come in Lombardia viva “già oltre un quinto degli immigrati regolari presenti in Italia: è impensabile inviarne altri prima di aver riequilibrato la distribuzione”. E proprio sulle cifre era arrivata puntuale la replica del dimissionario presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino che, in un’intervista a Repubblica, aveva detto che Maroni: “mente sui numeri. Credo che la sua posizione vada ignorata. E si dia disposizione ai prefetti perchè tutti accolgano i migranti. Non si possono sommare immigrati e profughi. Se si conteggiano anche gli immigrati che lavorano da anni in Italia i calcoli non tornano”.

Possibili problemi potrebbero verificarsi anche in altre regione: la Liguria che dovrebbe accogliere 599 persone, ne ospiterà 350 mentre la Valle D’Aosta che ne dovrebbe accogliere 141, ne prenderà 100. Questa disposizione del Viminale potrebbe non essere rispettata perché lo statuto speciale prevede che sia il governatore a fare le funzioni del prefetto e finora il muro eretto dai governatori di queste due regioni è apparso invalicabile.

Situazione diversa in altre parti d’Italia con 400 stranieri che vanno in Piemonte, 250 in Toscana, 150 in Campania, 115 in Abruzzo, 92 in Molise, 55 nelle Marche, 50 in Emilia-Romagna e in Basilicata.

Si tratta della prima fase perché nei prossimi giorni saranno organizzati altri viaggi.

Intanto appare sempre più complicato raggiungere un’intesa con la Francia, malgrado i continuino i colloqui con il commissario all’immigrazione dell’Unione Europea Dimitris Avramopoulos. La delegazione francese, al termine della riunione di ieri al Viminale con alcuni rappresentanti internazionali, ha ribadito la propria posizione: i richiedenti asilo devono rimanere chiusi nelle strutture fino al termine della procedura. Una linea che per l’Italia è inaccettabile, soprattutto perché l’iter per il riconoscimento dello status di rifugiato dura almeno tre mesi ed è impossibile trattare queste persone come se fossero in custodia.

Intanto stamattina il pattugliatore svedese Poseidon è approdato al porto di Messina con a bordo 262 migranti salvati nelle scorse ore nel Canale di Sicilia. La nave inizialmente era diretta a Brindisi ma successivamente è stata dirottata verso lo scalo marittimo del capoluogo peloritano.

Intanto, a Siracusa, due cittadini di Senegal e Mali sono stati fermati dal Gruppo interforze di contrasto all’immigrazione, con l’accusa di essere i responsabili dello sbarco di 110 migranti soccorsi nei giorni scorsi e sbarcati nel porto di Augusta.

 

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