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Giancarlo Magalli contro Adriana Volpe: “Non l’ammazzerei, per carità, ma non andiamo d’accordo” /FOTO

di Angelica Serrai

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Giancarlo Magalli contro Adriana Volpe: “Non l’ammazzerei, per carità, ma non andiamo d’accordo” /FOTO

| venerdì 27 Maggio 2016 - 11:41
Giancarlo Magalli contro Adriana Volpe: “Non l’ammazzerei, per carità, ma non andiamo d’accordo” /FOTO

Non c’è pace tra Giancarlo Magalli e Adriana Volpe, entrambi conduttori del programma I Fatti Vostri su Rai2. Che tra i due non corresse buon sangue era ormai evidente, ma dopo le dichiarazioni di Magalli la polemica si fa ancora più accesa. Il conduttore ha dichiarato a TvBlog di non stimare particolarmente la collega. “Non l’ammazzerei, per carità: ci lavoro, la sopporto, ma alcune sue prerogative non mi rendono contento. Non ci posso far niente. Ho avuto tante partner nella mia carriera, sono sempre andato d’accordo con tutte. Le uniche tre con cui non sono andato d’accordo sono la Falchi, la Parisi e la Volpe ma per motivi diversi. La Parisi era capricciosa, arrivava tardi e faceva come le pare; ho sempre detto, però, che quando lavorava era di una bravura che le si perdonava tutto. Alle altre due, ecco, manca quest’ultimo aspetto”.

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La risposta della Volpe non si è fatta attendere. “Non so perché Giancarlo sia stato così offensivo, ma non si può sempre gettare fango sulle persone e se mette in discussione la mia professionalità allora reagisco. Sono laureata e lui no, sono entrata dell’Ordine dei Giornalisti pubblicisti nel 2004 e lui no, ma Giancarlo dovrebbe stare sereno, ha fatto la storia della televisione, dovrebbe essere meno critico”.

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Magalli, dopo aver letto il post di risposta della collega su Facebook, ha commentato così: “Sono tranquillissimo. Ci sono sicuramente giovani bravi che prenderanno prima o poi il mio posto, ma non riesco ad annoverare tra questi anche Adriana che, guarda caso, lavora da vent’anni grazie alla stima di un’unica persona. Vent’anni, sì, perché anche lei non è proprio una bimba. E comunque non mi pare di avere offeso nessuno. Dov’è l’offesa? Nel dire che lavorare con lei non mi piace? Io la chiamo sincerità, ma chi non ci è abituato può non gradire, lo capisco”.

 

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