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La stella di Andra e Tati, il film d’animazione diventa romanzo

di Valentina Grasso

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La stella di Andra e Tati, il film d’animazione diventa romanzo

| mercoledì 23 Gennaio 2019 - 19:29
La stella di Andra e Tati, il film d’animazione diventa  romanzo

La commovente storia di salvezza di Andra e Tatiana Bucci torna a vivere sulle pagine di un romanzo inedito. “La stella di Andra e Tati”, il primo cartone animato al mondo a raccontare la deportazione ad Auschwitz, nel marzo del 1944, delle due sorelline ebree con tutta la loro famiglia, ideato dalla regista palermitana Rosalba Vitellaro e da Alessandro Belli, prodotto dalla Rai e Larcadarte, in collaborazione con il MIUR, diventa un libro scritto a quattro mani con la giornalista e produttrice tv Alessandra Viola.

La genesi del romanzo

Sono ancora una volta i bambini, in un’età compresa tra i 9 e i 12 anni, i destinatari privilegiati del progetto della coppia Vitellaro-Viola che, grazie allo straordinario successo e ai consensi ottenuti dal film d’animazione, hanno ricevuto, da parte di De Agostini, la proposta di trasformarlo in un romanzo illustrato disponibile on line e nelle librerie dal 20 gennaio.

Risale alla scorsa primavera la richiesta della casa editrice, che ha impegnato le autrici per tutta l’estate nella stesura. “Ci è stata offerta una grande possibilità perché – racconta Rosalba Vitellaro – nel romanzo abbiamo potuto approfondire la caratterizzazione di tutti i personaggi che intervengono nella storia di Andra e Tati e inserire dettagli narrativi che eravamo state costrette ad escludere a causa del minutaggio commissionato dai produttori del cartone animato”.

Il romanzo, infatti, ha visto nuovamente il coinvolgimento delle sorelle Bucci che sono intervenute con nuovi aneddoti e particolari “che lo hanno reso ancora più fruibile per i bambini”, spiega la regista. A collaborare anche Annalisa Corsi, autrice delle illustrazioni, che si è occupata, insieme a Rosalba Vitellaro, della scelta delle immagini da inserire nel libro.

Il cuginetto Sergio

E’ soprattutto il cuginetto Sergio, a cui Andra e Tati erano particolarmente legate quasi fosse un fratello, che acquista spazio nel romanzo per mostrare la morte e l’orrore della Shoah. Il piccolo, all’epoca 7 anni, entrò nel Kinderbloch insieme alle sorelline ma non ne uscì più. Alla parola mamma pronunciata dalle SS, Sergio si fece avanti felice di poterla riabbracciare. Ma la sua fine fu ben altra: il cuginetto fu portato insieme ad altri 19 bambini in una cantina adibita alle crudeli sperimentazioni naziste. “Andra e Tati – racconta Rosalba Vitellaro – avevano provato ad avvisare Sergio il quale, però, non credette alle loro parole pensando ad uno scherzo. Non averlo potuto salvare rimarrà il loro più grande rammarico“.

E’ stata invece Alessandra Viola a ricostruire, con piccoli accenni, la collocazione spazio-temporale del romanzo. “La narrazione inizia con la Pasqua ebraica e ci permette di decrivere la famiglia Bucci e le loro tradizioni. La mamma – spiega Alessandra Viola – dona alle due sorelline un pezzo ciascuno di pane azzimo da conservare in tasca come portafortuna e che, nel campo di concentramento, diventerà il loro tesoro più prezioso”.

“La storia di Andra e Tati”, un romanzo per i più piccoli

Scritto in terza persona ma con gli occhi dei più piccoli, l’intento de “La stella di Andra e Tati” è quello di raccontare una tragedia a cui i bambini si avvicinano spesso anche troppo tardi. “Attraverso il romanzo – sottolinea la giornalista – abbiamo voluto evitare quasi tutti i riferimenti alla morte per restituire l’ingenuità con cui le sorelle Bucci vedevano, anche gli orrori del campo, come qualcosa di normale non percependo effettivamente quanto stava accadendo”.

“La stella di Andra e Tati” acquista, allora, anche un valore aggiunto legato all’attualità “con una chiave di lettura – conclude Alessandra Viola – che aiuta a tradurre ed interpretare il pericoloso riemergere di sentimenti d’odio razziale di cui sono esempio i tragici eventi degli ultimi mesi”.

Il film verrà riproposto su Rai Gulp, domenica 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria.

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