L’affare Prati, copione da autentica fiction

di Tignitè

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L’affare Prati, copione da autentica fiction

| giovedì 13 Giugno 2019 - 10:06
L’affare Prati, copione da autentica fiction

L’affare Prati ha il copione di un’autentica fiction. Ieri sera nel programma “Non è la D’Urso” i colpi di scena si sono susseguiti uno dopo l’altro e con rapidità tale da rendere difficile comprendere quanto grande sia stata questa messinscena, quante persone ne siano coinvolte e fino che punto dato che per ogni più piccolo dettaglio della vicenda le smentite e le conferme sono continue.

L’affare Prati, copione da autentica fiction

Appare un filmato dove la Prati abbraccia un bambino, figlio dell’ineffabile Mark Caltagirone, bambino che tossisce ed ansima perchè si dice malato di tumore, mentre lei lo coccola promettendogli le favole alla sera ma qui il colpo di scena: il bambino non è figlio del suddetto fantomatico.

Infatti compare la madre, attualmente parrucchiera, che afferma essere stato tutto una organizzazione secondo copione scritto dalle due manager della ex diva che il bambino ha recitato alla perfezione, reggendo perfettamente il dialogo, tossendo ed ansimando al momento opportuno, ma per la quale non avrebbe comunque ricevuto alcun compenso.

Da parte loro le due manager scaricano reciprocamente l’una sull’altra la responsabilità di ogni fatto, dichiarandosi vicendevolmente all’oscuro delle trame ordite dall’altra. Ma, altro colpo di scena, in collegamento l’attrice Manuela Arcuri dichiara che le stesse manager avevano nel tempo cercato di organizzare anche a lei la stessa cosa, convincendola cioè a volere mettere in piedi una situazione identica ad esclusivo scopo pubblicitario.

I mariti immaginari

Altro colpo di scena, alla signora Michelazzo ex partecipante ad “Amici” ed una delle due manager, viene organizzato l’incontro con il modello Stefen, mister Svizzera con il quale ha avuto un rapporto coniugale ma virtuale su chat per ben dieci anni. Non non si comprende bene se all’insaputa di quest’ultimo o no.

Ovviamente, lacrime a gogo, pentimenti, scuse e quant’altro previsto da questa incredibile e squallida rappresentazione di una realtà finta, comunque malata, comunque poco etica, che regge per ore una intera trasmissione di prima serata, ma che evidentemente risponde ad un ampio pubblico che queste cose chiede. Ed al quale quindi vengono date.

Pamela Prati non si presenta

Intanto viene annunciato l’intervento ancora una volta della signora Prati appunto per districare e chiarire i tanti dubbi. Ma, altro colpo di scena: la signora non c’è perché, contrariamente a quanto dichiarato continuamente di non avere mai richiesto alcun compenso per le proprie apparizioni, il cachet richiesto questa volta è stato talmente elevato da essere stato ritenuto inaccettabile dalla produzione!

Ti conosco mascherina, adesso il bluff è stato quindi smascherato, la signora è stata rifiutata ed ormai superata dagli eventi diventati anche stantii e tutto sembra essere finalmente giunto alla dovuta, squallida conclusione. Esempio splendido ed inarrivabile di tv spazzatura.

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