Prestito personale generico o cessione del quinto? Analisi di vantaggi e svantaggi

di Redazione

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Prestito personale generico o cessione del quinto? Analisi di vantaggi e svantaggi

| mercoledì 25 Febbraio 2026 - 11:10

Quando si ha la necessità di liquidità per affrontare una spesa imprevista, per realizzare un progetto o per effettuare acquisti di importo considerevole, è importante valutare quale sia la forma di finanziamento più adatta alle proprie esigenze.  

Tra le soluzioni più comuni vi sono il prestito personale generico e la cessione del quinto, due strumenti finanziari molto diffusi che consentono di raggiungere obiettivi simili, ma che si differenziano per modalità di accesso e meccanismi di rimborso.  

Per individuare la soluzione più adatta alla propria situazione è quindi importante conoscerne le caratteristiche principali e capire come gestire correttamente il finanziamento scelto. 

Cos’è e come funziona il prestito personale generico 

Quando si parla di prestito personale generico, si fa riferimento a un finanziamento non finalizzato pensato per una platea diversificata di utenti privati. Può richiederlo chiunque soddisfi determinati requisiti, in particolare la maggiore età, la residenza italiana e una buona affidabilità creditizia. 

Nei prestiti personali generici il tasso d’interesse è fisso, mentre per quanto riguarda la durata, di solito si va dai 12 ai 120 mesi.   

L’importo massimo che viene concesso dipende dal tipo di offerta. Sul mercato del credito vi sono generalmente proposte comprese tra 3.000 e 60.000 euro. Il rimborso avviene solitamente tramite rate mensili addebitate sul conto corrente.  

Il prestito personale può essere richiesto a una qualsiasi banca o società finanziaria, recandosi presso una filiale fisica o, sempre più spesso, tramite una comoda e meno burocratica procedura online. Molti utenti oggi si rivolgono anche ai portali di comparazione, come ad esempio Prestiti.it o Segugio, che permettono di confrontare diverse soluzioni contemporaneamente, per trovare quella più conveniente per le proprie esigenze specifiche. 

Cos’è e come funziona la cessione del quinto  

La cessione del quinto rientra comunque nella categoria dei prestiti personali, ma con alcune peculiarità. Non tutti possono richiederla, poiché è destinata soltanto a due categorie: lavoratori dipendenti – sia pubblici che privati – e pensionati. Quindi, anche in presenza dei requisiti generici relativi ai prestiti personali, la cessione del quinto non può essere richiesta da un lavoratore autonomo.  

Una caratteristica di questo tipo di prestito è che la rata di rimborso non viene addebitata sul conto corrente o tramite un versamento in contanti, un bollettino postale o un assegno, bensì tramite una trattenuta sulla busta paga o sulla pensione 

Altra particolarità è il fatto che l’importo della rata non può superare il 20% (ovvero un quinto) dello stipendio o della pensione netti. Da questa singolare caratteristica deriva la denominazione di questo prestito.  

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del prestito personale generico? 

Il prestito personale generico ha dalla sua il vantaggio della flessibilità: le proposte sul mercato sono numerosissime e si differenziano per importo massimo concesso e per tasso d’interesse. C’è quindi possibilità di ampia scelta, ma allo stesso tempo è più facile “sbagliare” e non assicurarsi le condizioni più favorevoli (ed è proprio qui che i comparatori online diventano particolarmente utili). 

Inoltre, il prestito personale standard non è sempre facile da ottenere: viene data una grande importanza sia alla situazione reddituale del richiedente, sia al suo merito creditizio, poiché il rischio di insolvenza non può essere escluso a priori.  

Ultimo particolare non di poco conto, i tassi di interesse applicati sono quasi sempre superiori a quelli proposti per la cessione del quinto.  

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della cessione del quinto?  

Come già anticipato, i tassi di interesse della cessione del quinto sono spesso più convenienti di quelli che vengono proposti per altre forme di finanziamento, grazie a convenzioni stipulate con la Pubblica Amministrazione o con l’INPS. 

Il rischio di insolvenza è poi praticamente inesistente, dato che la rata viene trattenuta alla fonte (ovvero dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico). Inoltre, la legge impone la stipula di una polizza assicurativa sul rischio impiego, nel caso dei dipendenti, e di una polizza sul rischio vita (sia per i dipendenti che per i pensionati). Si tratta di importanti forme di tutela sia per il creditore che per il debitore 

Per quanto riguarda gli svantaggi, i principali sono due: si tratta di un finanziamento destinato soltanto a due categorie ben precise e, inoltre, l’importo massimo della rata è strettamente legato al reddito.

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