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Italicum, nel Pd è scattata l’epurazione | Sostituiti 10 Dem critici verso la riforma

di Redazione

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Italicum, nel Pd è scattata l’epurazione | Sostituiti 10 Dem critici verso la riforma

| martedì 21 Aprile 2015 - 08:12
Italicum, nel Pd è scattata l’epurazione | Sostituiti 10 Dem critici verso la riforma

Detto, fatto. L’epurazione dei dieci dissidenti Pd, in Commissione Affari Costituzionali, annunciata nelle ore scorse, è scattata puntuale, lunedì sera. Sono tutti esponenti della minoranza Dem, critici sull’Italicum così come approvato al Senato e atteso il 27 aprile in Aula alla Camera, dove sono stati depositati 135 emendamenti al testo della riforma elettorale.

Matteo Renzi non vuol correre il rischio di brutte sorprese, nell’iter del disegno di legge, sul quale pende ancora l’incognita del ricorso al voto di fiducia, in Aula. Così, Bersani, Bindi, Cuperlo, Lattuca, D’Attorre, Giorgis, Pollastrini, Agostini, Meloni e Fabbri sono stati ‘momentaneamente’ sollevati dall’incarico in I Commissione.

La decisione ha provocato la reazione anche delle opposizioni, con il M5S pronto a sfruttare le contraddizioni interne al Partito democratico, e perfino nella stessa maggioranza, con Scelta Civica. I rappresentanti dei due gruppi in Commissione minacciano di lasciare i lavori. Forza Italia, con Brunetta, ha definito “aberrante” la sostituzione dei dissidenti Pd.

 

Ma, per il gruppo Pd, la sostituzione dei 10 non è una forzatura e non è stata votata dall’ufficio di presidenza che si è limitato ad attuare quanto deciso dall’assemblea dei deputati di mercoledì scorso, quando il cosiddetto ‘lodo Cuperlo‘ (ovvero la sostituzione dei membri che, sull’Italicum, non sono in linea con il gruppo e, inoltre, sono determinanti nelle votazioni degli emendamenti) fu definito di “buon senso” dallo stesso Renzi.

I toni nel partito del premier restano alti e i rapporti tesi. Cuperlo definisce la rimozione dei dieci “un fatto molto serio” e avverte che se Renzi optasse la fiducia darebbe luogo ad uno “strappo” che “metterebbe a rischio la legislatura”. Il vicesegretario Pd, Guerini, mette tutto il partito sull’avviso: “Se salta il Pd salta tutto il sistema politico italiano. L’impegno solenne preso con gli italiani è che non saremmo tornati a votare con il ‘Porcellum'”

Martedì, in commissione, inizieranno le votazioni dei 95 emendamenti oggi ammessi, 11 dei quali presentati dal Pd. E c’è chi, come Alfredo D’Attorre, già sottolinea come le proposte a sua firma – su riduzione dei capilista bloccati e apparentamento al ballottaggio, dove il rischio di un’asse tra minoranza Pd e opposizione è alto – saranno ripresentate in Aula.

 

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