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Quasimodo piange e abbraccia la sua Notre Dame, la vignetta diventa virale

di Rosanna Pasta

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Quasimodo piange e abbraccia la sua Notre Dame, la vignetta diventa virale

| martedì 16 Aprile 2019 - 11:35
Quasimodo piange e abbraccia la sua Notre Dame, la vignetta diventa virale

Quasimodo piange e abbraccia la sua Notre Dame. Il Gobbo campanaro è affranto per l’incendio che ha devastato la cattedrale. La vignetta disegnata dall’artista Cristina Correa Freile sta diventando virale. E’ l’immagine simbolo del dolore espresso in tutto il mondo via social per la distruzione della cattedrale di Parigi, avvolta dalle fiamme.

Quasimodo piange e abbraccia la sua Notre Dame, la vignetta

La cattedrale di Notre Dame ha bruciato nella serata del 15 aprile, gettando chiunque nello sgomento. I social si sono riempiti di immagini del maestoso monumento in fiamme. Tutte accompagnate da messaggi carichi di tristezza e nostalgia.

Soltanto una di tutte queste immagini riesce a riassumere il dolore per il disastro. La mano di un fumettista ritrae Quasimodo, il deforme campanaro della cattedrale, protagonista della trasposizione Disney del romanzo storico di Victor Hugo, Notre-Dame de Paris, che abbraccia piangente la sua “casa”.

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Mentre la manifestazione di solidarietà viaggia sui social, un disegno pubblicato su Instagram fa il giro del mondo. Sul profilo social dell’artista Cristina Correa Freile, infatti, spunta una vignetta diventata ormai emblematica. Per Quasimodo, la cattedrale era tutto. Nonostante avesse sempre sognato e desiderato di evadere da quella che, seppur dorata, era una prigione, alla fine si è reso conto che quella era la sua unica vera casa.

Quasimodo prende vita nella tragedia

Il Gobbo raccontato nel cartone animato della Disney prende vita, diventa uno di noi e con noi si duole per il disastro che ha devastato Notre Dame. Con lui tanti bambini, e adulti, hanno sognato e adesso con lui piange il mondo intero.

Tanti momenti trascorsi sulla guglia, a guardare il mondo dall’alto al punto da far girare la testa. Quella guglia alta 45 metri non c’è più. E’ stata inghiottita dalle fiamme che l’hanno fatta precipitare rovinosamente. Il tetto di Notre Dame è sempre stato il rifugio di Quasimodo, che amava a tal punto la sua cattedrale da riproporne una fedele ricostruzione in legno.

Davanti a Notre Dame, la piazza. I volti di persone mai conosciute ma viste ogni giorno tanto da sembrare ormai amici. Il panettiere, i bambini, le massaie facevano parte del quadro vivo che ogni giorno il Gobbo guardava dall’alto della sua cattedrale.

Quasimodo ha perso il suo punto d’osservazione del mondo. Non ha più la sua guglia dalla quale il vento gli scompigliava i capelli. I gargoyles suoi amici tornano nella fissità della pietra. Dalle fiamme ormai spente rimane un cumulo di cenere e tanta disperazione, la stessa disperazione espressa da quell’abbraccio alla sua Notre Dame.

 

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