Viva Mexico: il Messico e il suo rapporto con i videogames e Hollywood

di Redazione

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Viva Mexico: il Messico e il suo rapporto con i videogames e Hollywood

| martedì 31 Marzo 2026 - 10:02

Il Messico occupa un posto importante nell’immaginario visivo globale: non a caso, molti prodotti dell’industria videoludica utilizzano questo paese come ambientazione narrativa. Il cinema di Hollywood e il settore dei videogiochi hanno contribuito in modo importante alla fama del Messico. Queste rappresentazioni oscillano tra le ricostruzioni accurate del territorio e le interpretazioni più semplificate, che enfatizzano alcuni elementi ricorrenti come il deserto, la frontiera e la criminalità organizzata. Il rapporto tra Messico, videogiochi e cinema nasce quindi da un mix di elementi davvero variegato.

Il Messico e i videogiochi

L’industria videoludica ha mostrato negli ultimi anni un’attenzione sempre maggiore verso la rappresentazione dettagliata del territorio messicano. Un esempio appare nel videogioco “Forza Horizon 5”, pubblicato nel 2021 dallo studio britannico Playground Games e distribuito da Xbox Game Studios. Il titolo utilizza una mappa ambientata in Messico che riproduce ambienti molto diversi tra loro. Il gioco include deserti, foreste tropicali, spiagge e centri urbani storici. La città di Guanajuato, ad esempio, appare con una ricostruzione molto dettagliata delle sue strade strette e dei suoi edifici colorati. Il gioco, infine, mostra anche un vulcano attivo ispirato al Pico de Orizaba.
Un altro esempio è la nota serie “Red Dead Redemption”. Il primo capitolo, sviluppato da Rockstar Games e pubblicato nel 2010, include una regione chiamata Nuevo Paraíso. Gli sviluppatori utilizzano questo territorio immaginario per rappresentare un contesto ispirato alla rivoluzione messicana iniziata nel 1910. La trama coinvolge personaggi militari, ribelli e civili che vivono in un periodo di instabilità politica. Il gioco presenta città di frontiera, forti militari e territori rurali che richiamano molti elementi storici del Messico di inizio Novecento.
Alcuni videogiochi utilizzano invece un approccio differente, come nel caso delle slot machines online. Un esempio concreto lo troviamo con le meccaniche di gioco di Extra Chilli, che prende in prestito elementi tipici del Messico come i peperoncini per arricchire i rulli della macchinetta digitale. A livello di analisi della cultura messicana, invece, merita una citazione “Guacamelee!”: questo titolo, infatti, costruisce la propria identità visiva intorno alla tradizione dei luchadores e alla festa del Día de los Muertos.

Il Messico e il cinema di Hollywood

Il cinema di Hollywood ha influenzato parecchio la percezione internazionale del Messico. Basti pensare al fatto che molti film utilizzano un particolare effetto visivo noto come “filtro giallo”, generalmente associato proprio al Messico. Il regista Steven Soderbergh ad esempio ha usato questo effetto nel film “Traffic”, uscito nel 2000. La fotografia applica una tonalità giallastra alle scene, suggerendo le sensazioni date dal caldo intenso, dalla polvere e dalla tensione sociale.
Il cinema statunitense ha spesso associato il Messico ai conflitti legati al traffico di sostanze. Il film “Sicario”, diretto da Denis Villeneuve e distribuito nel 2015, parla non a caso delle operazioni contro i cartelli lungo il confine tra Stati Uniti e Messico. Anche la serie televisiva “Narcos: Mexico”, pubblicata da Netflix nel 2018, descrive lo sviluppo delle organizzazioni criminali negli anni Ottanta. Infine, il cinema internazionale ha spesso beneficiato del lavoro di tre importanti registi messicani: si parla nello specifico di Guillermo del Toro, Alfonso Cuarón e Alejandro González Iñárritu, noti anche come “The Three Amigos”.

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