Oms: “L’Ebola è un’emergenza internazionale” | L’allarme degli esperti per la salute pubblica

di Redazione

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Oms: “L’Ebola è un’emergenza internazionale” | L’allarme degli esperti per la salute pubblica

| venerdì 08 Agosto 2014 - 09:42

L’epidemia di Ebola in corso in Africa occidentale è una “emergenza di salute pubblica di livello internazionale”. Lo ha dichiarato il comitato di emergenza istituito dall’Oms, che ha dato l’annuncio durante una conferenza stampa a Ginevra. Lo status prevede misure aggiuntive di contenimento.

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In passato lo status era stato utilizzato solo per la pandemia di influenza H1N1, la cosiddetta “suina”, e poche settimane fa per la polio.

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“L’epidemia di Ebola in Africa Occidentale costituisce un ‘evento straordinario’, e un rischio di salute pubblica per gli altri Stati – hanno spiegato gli esperti del comitato, che si è riunito per due giorni – le possibili conseguenze di un’ulteriore espansione sono particolarmente serie e una risposta internazionale è necessaria. È parere unanime del comitato che siano soddisfatti i criteri per dichiararla emergenza internazionale di salute pubblica”.

Ebolanon è una malattia misteriosa, si può fermare”. Lo ha affermato Keiji Fukuda, vicesegretario dell’Oms, durante la conferenza stampa del Comitato di emergenza istituito per far fronte all’epidemia in corso. ”Abbiamo preparato raccomandazioni sia per gli stati affetti che per quelli che ancora non lo sono – ha spiegato -. La prima è che tutti i paesi in cui c’è trasmissione del virus dichiarino lo stato di emergenza nazionale”.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha ribadito che in Italia “non c’è alcun pericolo in relazione al virus Ebola e non ci devono essere forme di psicosi, bensì forme di allerta che tutti i paesi hanno attivato e l’Italia per prima, a partire da posti, aeroporti e luoghi di fruizione turistica”.

Anche il commissario alla salute Tonio Borg cerca di instillare la calma: “Voglio rassicurare i cittadini europei, il rischio che l’Ebola arrivi su territorio europeo è estremamente basso”. Inoltre, “la Ue ha uno standard sanitario, anche sulla prevenzione, molto elevato”. E comunque, “nell’improbabile caso che il contagio arrivi, l’Europa è pronta”.

Per Borg il rischio è basso “sia perché tra le persone che viaggiano dall’Africa in Europa sono poche quelle a rischio di essere infettate, e sia a causa del metodo in cui si diffonde, ossia attraverso il diretto contatto con i fluidi di pazienti sintomatici”. Inoltre, “la Ue ha uno standard sanitario, anche sulla prevenzione, molto elevato”. E comunque, “nell’improbabile caso che il contagio arrivi, l’Europa è pronta”, conclude il commissario.

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