Palermo, operai del cantiere navale in rivolta | Un centinaio hanno occupato l’assessorato

di Redazione

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Palermo, operai del cantiere navale in rivolta | Un centinaio hanno occupato l’assessorato

| venerdì 06 Febbraio 2015 - 12:36

Un centinaio di lavoratori del Cantiere navale di Palermo, aderenti a Fiom, Fim e Uilm, hanno occupato la sede dell’assessorato alle Attività produttive di via degli Emiri. Chiedono di arrivare urgentemente ad una decisione sugli impegni presi per l’appalto del bacino di carenaggio da 80 mila tonnellate, che darebbe forte impulso allo stabilimento di Palermo in un importante settore come l’offshore.

“Aspettiamo ancora l’incontro al Mise per la firma dell’accordo quadro per la realizzazione del bacino galleggiante da 80 mila tonnellate. Siamo qui per sollecitare la Regione, che continua a manifestare disinteresse rispetto alle questioni che riguardano la politica industriale e questa assenza sta portando alla desertificazione delle realtà produttive – dice Francesco Foti, rappresentante della Fiom Cgil di Palermo e Rsu al Cantiere Navale”.

La Regione ha finora disertato gli appuntamenti. L’ultima volta, il 14 settembre, il ministero allo Sviluppo economico aveva convocato tutti per sottoscrivere il protocollo. E la Regione era assente. I lavoratori dunque chiedono al presidente Crocetta e all’assessore Vancheri di firmare l’accordo con urgenza. “Abbiamo chiesto tante volte all’assessorato un confronto. Adesso i lavoratori sono stanchi” dicono infuriati gli operai.

Ieri a sollecitare l’eliminazione degli ostacoli per la sottoscrizione dell’accordo erano stati anche il segretario della Fiom Cgil Francesco Piastra e il coordinatore degli stabilimenti nazionali Fincantieri per la Fiom Bruno Papignani, all’assemblea Fiom dentro il Cantiere per il rinnovo del contratto nazionale integrativo.

“È assurdo che mentre arrivano segnali di ripresa e le commesse finalmente non mancano e garantiscono l’impiego di tutti i lavoratori la Regione non partecipa a un piano di rilancio. Con Fincantieri i lavoratori hanno sottoscritto un patto per lavorare alle commesse in arrivo garantendo una maggiore flessibilità. Noi abbiamo fatto la nostra parte di sacrifici. La Regione non abbia alibi: l’accordo quadro che metterebbe in sicurezza il Cantiere e lo doterebbe di un bacino unico nel suo genere in tutta Europa”.

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