Lucia Borsellino faccia a faccia con i manager | “La Regione vuole individuare i responsabili”

di Redazione

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Lucia Borsellino faccia a faccia con i manager | “La Regione vuole individuare i responsabili”

| venerdì 13 Febbraio 2015 - 15:34

Una commissione d’inchiesta per accertare le responsabilità della morte della neonata e “massimo rigore” e “inflessibilità” sulla vicenda. Si è concluso a Palermo il vertice convocato dall’assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, al quale hanno partecipato i dirigenti generali dell’assessorato e i direttori sanitari delle aziende ospedaliere di Catania, il direttore sanitario della casa di cura Gibiino di Catania e la responsabile della centrale operativa del 118 per il bacino di Catania, Siracusa e Ragusa.

“Nel corso della riunione – si legge in una nota dell’assessorato – ciascuno per il proprio ambito di competenza” ha relazionato “sullo svolgimento dei fatti accaduti a partire dal percorso nascita fino al momento del decesso della piccola”. Sentiti tutti gli intervenuti, l’assessore Borsellino ha dato avvio “all’attività ispettiva, per la quale già in data di ieri ha richiesto formalmente la presenza del ministero della Salute nella composizione della Commissione di verifica, subito individuata nella sua compagine assessoriale”. L’insediamento della commissione è stato fissato per la prossima settimana.

“Le linee guida nazionali sulle urgenze neonatali sancite dal ministero della Salute sono parte integrante della programmazione sanitaria regionale già da alcuni anni ed è sul puntuale rispetto di tali linee direttrici – ha detto l’assessore – che ho dato mandato di eseguire gli accertamenti, chiedendo il massimo rigore e inflessibilità sulla catena di responsabilità. Il mio pensiero, come donna e madre, va alla famiglia alla quale mi sento vicina e, da assessore, mi impegno ad avvalermi di tutti gli strumenti necessari per fare luce sulla vicenda e assumere i relativi provvedimenti conseguenziali”.

L’assessore Borsellino ha chiesto le relazioni e i primi atti documentali che saranno consegnati nei prossimi giorni. Su un possibile legame tra la morte della piccola e il taglio dei posti neonatali, il responsabile della sanità siciliana ha puntualizzato che “la nuova rete ospedaliera regionale prevede addirittura un numero di posti letto per terapia intensiva neonatale di gran lunga superiore agli standard nazionali”.

Sul mancata uso dell’elisoccorso, secondo l’assessore la responsabilità “deriva dalla programmazione del precedente governo, mentre è possibile che atterrino a Catania elicotteri che provengono dalle altre quattro basi della Regione”. In questo caso “il trasporto in elicottero – ha aggiunto Borsellino – non è stato richiesto, e comunque in casi di emergenze neonatali non è appropriato perché è da prediligere quello terrestre”.

Interviene anche il vicepresidente della commissione sanità dell’Ars, Pippo Di Giacomo: “Se si vuole dare un segnale immediato, se si vuole far capire che sono finiti i tempi delle impunità e dello scaricabarile, suggerisco all’assessore Lucia Borsellino di sospendere dagli incarichi dirigenziali tutti quei manager che non hanno applicato le sue direttive che risalgono a un anno e mezzo fa sulla messa in sicurezza della neonatalità e dell’emergenza-urgenza”.

Secondo Digiacomo “bisogna sottoporre ad una analisi severa le strutture private convenzionate con il sistema sanitario regionale. Naturalmente su questa vicenda, e sulla struttura interessata, sarà la magistratura a fare le proprie valutazioni. Resta un aspetto generale da valutare: non si può essere intransigenti con le strutture pubbliche e indulgenti con alcune strutture private rispetto alle quali, oltretutto, non sempre siamo certi della qualità delle prestazioni erogate”.

Un’affermazione, quella di Di Giacomo, alla quale ribatte immediatamente l’Aiop Sicilia con il suo vicepresidente Luigi Nesi: “Non posso che rappresentare viva meraviglia per quanto affermato dal presidente Di Giacomo, in merito alla mancata applicazione delle direttive emanate dalla Regione sulla messa in sicurezza dei Punti nascita. Mi corre obbligo, infatti, di ricordare che tutte le strutture private accreditate della Sicilia sono soggette, quotidianamente, a puntuali controlli da parte delle ASP e che, con grandi sforzi economici e organizzativi, hanno, già nel 2007/08, ottenuto l’’accreditamento istituzionale e, nel 2012, superato la verifica per il mantenimento dei suddetti requisiti. E lo stesso si può affermare per quanto riguarda i Punti nascita privati, che, nel 2010, si sono adeguati ai nuovi parametri delle direttive nazionali e regionali. Trovo inopportuno che, in una situazione di profondo dolore che, dovrebbe suggerire un riflessivo silenzio, si colga l’occasione per screditare un comparto, che, in questi anni, ha dato prova di essere un erogatore affidabile e di qualità. Poiché l’’Aiop ispira la propria azione al principio di legalità e trasparenza, nell’’ossequioso rispetto delle regole, ben vengano tutti gli ulteriori controlli che il Ministero e la Regione vorranno effettuare – aggiunge Nesi -. Riteniamo, infatti, che non si possa, né si debba, essere indulgenti con alcuno, quando si parla della salute pubblica. Mi auguro soltanto che la nostra Regione possa assumere tutte le iniziative necessarie affinché tutti gli operatori, pubblici e privati, siano messi nelle condizioni di potere erogare prestazioni in massima sicurezza per il bene dei pazienti che sono, e devono essere, al centro delle nostre attenzioni e dell’’intero sistema.”

Intanto, sono già al lavoro gli ispettori inviati dal ministero della Salute che avrebbero già acquisito diversi elementi, su cui si incentrerà una riunione fissata per lunedì a Catania con i Carabinieri che indagano sul caso, per poi definire le prossime mosse dell’inchiesta.

 

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