Barletta, la Procura indaga sulla fuga di gas | Fuori pericolo le tre persone ferite

di Redazione

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Barletta, la Procura indaga sulla fuga di gas | Fuori pericolo le tre persone ferite

| domenica 26 Aprile 2015 - 11:13
Barletta, la Procura indaga sulla fuga di gas | Fuori pericolo le tre persone ferite

La procura di Trani ha aperto un’indagine sull’esplosione, provocata da una fuga di gas, che ieri pomeriggio, a Barletta, ha provocato la morte di un operaio dell’Italgas, Nicola Delvecchio, di 56 anni, di Margherita di Savoia (Bat), e tre feriti che stavano lavorando nella zona per riparare il danno.

L’indagine dovrà chiarire se vi è una qualche connessione fra l’esplosione avvenuta in via Milano e i lavori, in corso da alcuni giorni, per la posa di cavi in fibra ottica nella zona. Finora il punto di rottura della conduttura del gas è stato individuato, sulla causa dell’esplosione sono invece in corso accertamenti.

Stamani sono in corso lavori per ripristinare la conduttura e i residenti dell’isolato fra via Musti e via Venezia potranno rientrare nelle proprie abitazioni, dopo che hanno trascorso la notte da parenti e amici, alcuni per strada, fino a questa mattina, quando la falla è stata individuata.

E sono state tutte dimesse, con prognosi tra 10 e 15 giorni, le tre persone ustionate nell’esplosione. Si tratta di un collega della vittima, dipendente della ditta, un di vigile del fuoco e del comandante della polizia municipale di Barletta, Savino Filannino. Un assessore della giunta comunale si è salvato dalla deflagrazione perché era tornato per un momento verso l’auto a recuperare il caricabatteria del telefonino.

La vittima ieri non avrebbe neppure dovuto essere al lavoro. Non era di turno, ma era il più esperto fra i colleghi e più volte era stato interpellato, telefonicamente, per aiutare la squadra intervenuta sul posto per risolvere il problema. Alla fine, Delvecchio ha deciso di recarsi a Barletta per capire meglio cosa stesse accadendo, da dove provenisse quella puzza di gas.

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ieri ha detto che Delvecchio è morto “mentre compiva coraggiosamente il suo lavoro” e ha espresso la vicinanza sua e del governo regionale alla famiglia della vittima. “Morire mentre si compie il proprio dovere è sempre una ingiustizia dolorosa e intollerabile”, ha aggiunto. Cordoglio è stato espresso anche dalla Cgil e Filctem della Bat: “L’idea che una persona esca di casa per andare a lavorare e non vi faccia mai più ritorno è un pensiero che non riusciamo ad accettare”.

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