Coppa Italia, la più snobbata? Falso. Zero sorprese negli ultimi 5 anni

di Redazione

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Coppa Italia, la più snobbata? Falso. Zero sorprese negli ultimi 5 anni

| giovedì 14 Gennaio 2016 - 19:15

Vedendo le squadre partecipanti ai quarti di finale della Coppa Italia di quest’anno, ma soprattutto  concentrandosi sulle eliminate di lusso, viene da pensare quella che è un po’ un’opinione fortemente diffusa e sviluppata, ossia che questa competizione sia come snobbata, soprattutto dai club più importanti.

Eppure alzare un trofeo dovrebbe essere sempre un qualcosa di desiderato e di importante, anche solo per riempire i propri palmarès. In più, vincere significa giocarsi un’altra finale, quella della Supercoppa italiana, e accedere in Europa League. Insomma, i motivi per non viverla come un peso, ma bensì come un’opportunità, ci sarebbero anche. Eppure qualcosa non torna.

Non si respira quel fascino che si vive in  una partita di FA Cup inglese o di Coppa del Re spagnola. Il perché risulta quasi impossibile da spiegare e da decifrare.  In realtà però va detto che, nelle ultime cinque stagioni, c’è stato ben poco spazio per le sorprese, eccetto, come detto, in quest’edizione, che vedrà una tra Spezia, che milita in Serie B, e Alessandria, squadra di Lega  Pro, in semifinale.

Molte volte la Coppa Italia viene vista, soprattutto da compagini che, per un motivo o per l’altro, hanno deluso in campionato, come un trofeo salva stagione, o, addirittura, salva panchine ed allenatori. Si pensi, ad esempio, alla finale vinta nel 2013 dalla Lazio contro i rivali cittadini della Roma. Oltre al significato storico e simbolico, quel successo permise ai biancocelesti di entrare in Europa, obiettivo fallito in campionato. Quindi, una sorta di strada alternativa, di seconda possibilità e di scorciatoia.

Analizzando un po’ di dati e statistiche delle coppe nazionali su Bwin, si può dire che in Italia il piazzamento medio delle vincitrici, dal 2000 ad oggi, è quello del quarto posto, che fino al 2010 garantiva già di per sé l’accesso ai preliminari di Champions League. Un altro spunto interessante si può avere parlando di double. Cos’è? Semplice. Double sta per doppietta. La stessa squadra vince sia Scudetto che Coppa Nazionale.

Nel nostro Paese questo negli ultimi 15 anni è  avvenuto solo 3 volte: la Lazio di Cragnotti ed Eriksson, nel 1999/2000, l’Inter di Mourinho del triplete del  2010 e la Juventus del triplete sfiorato e negato dal Barcellona dell’anno scorso. Guardando un po’ negli altri Paesi, si nota che in Germania la doppietta è praticamente una prassi, visto che accaduta ben 10 volte su 15. Una specie di abitudine scontata per i tedeschi.

2,98 gol di media a partita in Coppa Italia. E in nessuna delle altre Nazioni si segna di più. E’ questo il record da cui si può e si deve provare a ripartire. Tante reti quasi sempre fa rima con spettacolo. Spettacolo quasi sempre fa rima con maggiore interesse. Ed è quest’ultimo che serve per dare maggiore lustro ad un trofeo che, nonostante tutto, è comunque il più importante dopo uno scudetto. Vincerlo, alzarlo al cielo e mostrarlo in bacheca ha sempre un suo perché. Quantomeno se si è un po’ romantici. O forse basta essere instancabili sognatori alla ricerca anche del più piccolo successo. D’altronde, è questo che sono i più grandi tifosi no?

 

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