Il ministro della Giustizia continua a pagare caro lo strascico delle intercettazioni. Secondo quanto riferisce il quotidiano Repubblica, la Procura di Torino, impegnata sul caso FonSai, starebbe per trasmettere il dossier riguardante la Guardasigilli a quella di Roma, deputata alle inchieste sui membri del Governo. L'accusa: false dichiarazioni durante l'interrogatorio del 22 agosto.
Gli investigatori, come riporta il quotidiano la Repubblica, sarebbero in possesso di un tabulato con ulteriori contatti tra il ministro e suo marito, Sebastiano Peluso, con i familiari del patriarca Salvatore. Questa terza telefonata sarebbe intercorsa il 21 agosto, mentre l'ultima di cui ha riferito il Guardasigilli risale al 19 agosto
La Guardasigilli si presenta in Aula e rompe subito ogni indugio: "Non ho mai sollecitato nei confronti degli ordini competenti la scarcerazione della signora Giulia Ligresti". Parla per 18 minuti e non tralascia nessun argomento, risponde, critica su critica. Parla dei suoi rapporti con Antonino Ligresti e di non aver mai intercesso neanche per Jonella, sorella di Giulia e chiarisce in fine la posizione del figlio, Piergiorgio Peluso, ex Dg FonSai. Alla fine, il placet da parte di Pd, Pdl e Scelta civica mandano in archivio una vicenda mediatica spinosa, seppur con il forte dissenso di Sel, M5s e Lega.
Il Guardasigilli non si sottrarrà all'incontro con il pubblico, sarà a Chianciano, oggi, a parlare proprio di Carceri. Martedì invece l'intervento in Parlamento. Intanto anche il Pd chiede spiegazioni, mentre M5S e Lega preparano la sfiducia, ma dal centrodestra falchi e colombe si dimostrano garantisti e non condannano il ministro. Non parlano Napolitano e Letta, il governo traballa.