Gli arresti eseguiti dopo la denuncia dei titolari, che avevano subito minacce per ingenti somme di denaro e persino un furto nella propria abitazione
Sigilli sono stati posti a quattro società operanti nel settore dell'edilizia, autoveicoli e motoveicoli e a sei tra conti correnti e depositi bancari
I componenti della cosca operavano nella zona ionica della Sicilia. Le indagini avviate dopo numerosi danneggiamenti ed intimidazioni a imprenditori e commercianti
I due devono ancora scontare alcuni anni di carcere: sono ritenuti affiliati alla mafia di Bronte
Francesco Pesce sarebbe stato un imprenditore legato in maniera simbiotica alla famiglia di Cosa nostra etnea. Avrebbe inoltre avuto inoltre uno stretto e fidato rapporto con l'allora rappresentante provinciale Vincenzo Aiello e condiviso con lui interessi economici