Donna crocifissa, finisce l’incubo a Firenze | Arrestato il maniaco sessuale: è un idraulico

di Alessia Bellomo

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Donna crocifissa, finisce l’incubo a Firenze | Arrestato il maniaco sessuale: è un idraulico

| venerdì 09 Maggio 2014 - 07:30

Già giovedì a Firenze c’era aria di novità, confermata questa mattina: il presunto omicida della donna trovata crocifissa e violentata il 5 maggio nella periferia di Firenze è stato arrestato dalla Polizia. Secondo le indagini, l’uomo sarebbe anche responsabile di altre simili violenze avvenute negli scorsi anni.

L’omicida è Riccardo Viti, un idraulico fiorentino di circa 55 anni. L’uomo è stato arrestato nella sua casa di via Locchi, nel quartiere Nord di Firenze Rifredi, nei pressi dell’ospedale di Careggi.

Le cinque donne che hanno denunciato sevizie sessuali analoghe a quelle che hanno provocato la morte di Cristina Zamfir lo scorso 5 maggio a Firenze hanno parlato a lungo con una psicologa dei carabinieri. I militari hanno ottenuto maggiori informazioni rispetto a quelle contenute nelle denunce presentate precedentemente.

>LA CONFESSIONE DEL MANIACO SESSUALE

Secondo il criminologo ed esperto di analisi di scena del crimine, Carmelo Lavorino, il killer è “un soggetto incauto, con modus operandi non professionale e strumentale alla gratificazione dei bisogni intimi di dominare, umiliare e fare soffrire la vittima”. La prostituta è morta per le emorragie interne provocate dalle violenze subite con un bastone. Proprio oggi si svolgeranno i funerali di Andreea, con rito ortodosso.

> CHI È IL MANIACO SESSUALE DI FIRENZE

L’aspetto dell’idraulico è quello dell’identikit preparato dalle forze dell’ordine dopo aver sentito le tante prostitute che hanno fatto la spola tra Polizia e Carabinieri subito dopo l’assassinio di Andreea Kristina Zamfir. Nel corso della perquisizione dell’appartamento, la polizia avrebbe trovato lo scotch con la sigla dell’Asl utilizzato per legare i polsi della vittima romena. L’uomo, messo sotto torchio, ha confessato: “Adesso è finita, è finita. Ho fatto una sciocchezza”.

Oltre alle testimonianze delle ragazze, fondamentali le immagini delle telecamere che hanno consentito alla polizia di ricostruire il percorso fatto la notte tra il 4 ed il 5 maggio dal Fiat Doblò grigio di Viti, dal momento in cui ha avvicinato la prostituta nella zona del parco delle Cascine all’arrivo nei pressi della strada che si perde in mezzo  ai campi di Ugnano. L’auto di Viti è stata trovata parcheggiata davanti alla casa del maniaco sessuale quando gli agenti l’hanno arrestato.

Sul luogo del delitto è stato trovato il suo Dna. All’arrivo della polizia per l’arresto, la mamma di Viti, residente in un appartamento vicino, è uscita in strada  e ha detto: “Non ci credo, sei tu”, afflitta mentre gli agenti portavano via il figlio.

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