Apocalisse 2, la mappa del racket a Palermo | Svelato il nuovo assetto di Cosa nostra

di Redazione

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Apocalisse 2, la mappa del racket a Palermo | Svelato il nuovo assetto di Cosa nostra

| lunedì 09 Febbraio 2015 - 12:49

Una vera e propria mappa del racket a Palermo. È quanto è venuto fuori dalle indagini che hanno preceduto l’operazione “Apocalisse 2”, in cui sono finite in manette 27 persone, tra cui il consigliere comunale di Palermo, Giuseppe Faraone.

> TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

Il Nucleo speciale della Polizia valutaria della Guardia di finanza, che ha collaborato con il Comando provinciale dei carabinieri e la Squadra mobile, ha ricostruito il racket delle estorsioni sui territori controllati dalle famiglie mafiose dell’Acquasanta e dell’Arenella. Il risultato operativo è stato conseguito anche grazie alle dichiarazioni rese da quasi tutte le vittime individuate che, superando il “muro di omertà” che tradizionalmente circonda e consente la proliferazione delle organizzazioni di stampo mafioso, non hanno esitato a denunciare esecutori e mandanti delle richieste di “pizzo”, riconoscendoli puntualmente in volto.

Esemplificativo il caso del gestore di un parcheggio che, sentito dai militari, ha dichiarato, smentendo quanto già asserito dal suo socio, di aver dovuto elargire più somme di denaro in tempi diversi perché minacciati di danneggiamenti al locale, nonché quello di soggetti costretti dalla consorteria mafiosa a “offrire” somme a titolo di finanziamento di feste patronali, la cui gestione, tuttavia, è risultata essere totalmente estranea all’attività degli estorsori.

Anche alcuni degli imprenditori ascoltati dagli agenti della Polizia di stato hanno trovato il coraggio di denunciare i reati subiti e di individuare i propri estorsori e la Sezione criminalità organizzata della Squadra mobile ha potuto accertare ulteriori numerosi e gravi episodi di estorsione perpetrati nei territori delle famiglie mafiose di Partanna Mondello e San Lorenzo Tommaso Natale come quella commessa contro una società che opera nel settore delle pulizie, facchinaggio e giardinaggio presso enti pubblici e privati. L’uomo veniva costretto dai reggenti delle consorteria ad assumere ben nove persone, amici e familiari di affiliati dell’organizzazione mafiosa e a versare alla “famiglia” la somma di denaro di 1500 euro.

Analoghe richieste venivano effettuate nei confronti di un altro imprenditore operante nel medesimo settore al quale oltre all’assunzione di personale veniva rivolta una esosa richiesta di denaro preceduta dall’apposizione di una bottiglia contenente liquido infiammabile davanti alla sede della società.

Altre estorsioni hanno riguardato imprenditori edili, quali il titolare della ditta impegnata nei lavori di ristrutturazione di un immobile in via della Ferrovia, il quale veniva costretto attraverso una serie di minacce e intimidazioni a pagare la somma di 1000 euro o anche l’amministratore di una società impegnata nella gestione di cantieri in via Francesco Lo Iacono e piazza San Marino, bersagliato da illecite richieste di denaro.

Le attività condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Palermo hanno inoltre consentito di riscontrare alcuni nuovi assetti criminali di Cosa Nostra palermitana con riguardo particolare alla famiglia mafiosa di Pallavicino Zen ed  è stato individuato l’affiliato incaricato di provvedere alla raccolta dei proventi delle estorsioni, tra cui quelli derivati dall’indebita fruizione dell’erogazione di luce e acqua da parte di occupanti abusivi di alcune palazzine dello Zen.

Con riferimento al sodalizio di Resuttana, le nuove indagini hanno permesso di far luce su una remunerativa vicenda estorsiva ai danni del titolare di una ditta, all’epoca dei fatti impegnata nella costruzione di una trentina di unità immobiliari nel centro della città, costretta a versare la somma di 30 mila euro per poter proseguire i lavori edili.

Infine, un particolare cenno merita il tentativo di estorsione commesso ai danni di un imprenditore palermitano da Giuseppe Faraone, consigliere del Comune di Palermo, eletto alle ultime consultazioni. Il politico, in nome e per conto di elementi di spicco del Mandamento di San Lorenzo – Tommaso Natale, aveva avanzato, senza esito, reiterate richieste di denaro al titolare di una società di impiantistica elettrica e fornitura di segnaletica stradale.

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