Cosa cambia con il Codice degli appalti

di Redazione

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Cosa cambia con il Codice degli appalti

| venerdì 15 Aprile 2016 - 15:23

Ecco cosa cambia con il Codice degli Appalti, il testo che recepisce tre direttive europee e allo stesso tempo semplifica e snellisce il vecchio riferimento normativo.

Stop alle gare al massimo ribasso. Il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (che coniuga offerta economica e offerta tecnica) diviene il criterio di aggiudicazione preferenziale, nonchè obbligatorio per i servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica.

Il dibattito pubblico per le grandi opere. Enti locali e cittadini vengono coinvolti nella discussione, con incontri e pubblicazioni online. Il nuovo Codice prevede inoltre il cosiddetto “baratto amministrativo”: la gestione di un’opera o di un bene pubblico può essere infatti affidata a un gruppo di cittadini in cambio della sua ristrutturazione o manutenzione a fini sociali o culturali.

Superamento della legge obiettivo. Le opere sono scelte sulla base della loro utilità e vengono inserite sulla base degli strumenti di programmazione.

Diverso rapporto con il privato, responsabilizzato di fronte ai rischi operativi. Lo Stato non è più il garante e il responsabile del riequilibrio in caso di perdita nell’investimento. Il rischio operativo in caso di mancato ritorno economico dell’investimento effettuato va in capo al concessionario.

Ruolo centrale dell’Anac che è chiamato ad adottare entro il 18 aprile atti di indirizzo, linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, fornendo costante supporto nell’interpretazione e nell’applicazione del codice. Viene favorita l’indipendenza delle commissioni giudicatrici, con la scelta dei componenti delle commissioni da un albo detenuto dalla stessa Autorita’.

Gli operatori economici devono essere qualificati, le “imprese vere e non imprese finte, piene di ingegneri e progettisti e povere di avvocati, esattamente il contrario di quello che avviene oggi”, come ha spiegato nei giorni scorsi Delrio. Anche le stazioni appaltanti “si devono qualificare, devono diventare capaci di giudicare le offerte e di fare buoni bandi di gara”.

Quindi, qualificazione dei progetti e delle stazioni appaltanti. basta ai soli progetti preliminari, per partecipare ad una gara deve essere presentato un progetto di fattibilita’ corredato di indagine geologica, archeologica, sismica ed energetica. L’obiettivo e’ quello di evitare il lievitare dei costi e il prolungamento dei costi in corso d’opera.

 

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