Riforma della burocrazia, arriva il silenzio assenso | E Crocetta attacca: “Lasciatemi governare in pace”

di Gabriele Ruggieri

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Riforma della burocrazia, arriva il silenzio assenso | E Crocetta attacca: “Lasciatemi governare in pace”

| giovedì 10 Ottobre 2013 - 14:31
Riforma della burocrazia, arriva il silenzio assenso | E Crocetta attacca: “Lasciatemi governare in pace”

Per la pubblica amministrazione si tratta di una vera e propria rivoluzione. Il governo Crocetta, accorso al gran completo in conferenza stampa, è stato chiaro: maggiori responsabilità sulle spalle di dirigenti e funzionari per poter ridurre i tempi della burocrazia. Chiunque presenterà una pratica alla Regione, infatti, potrà appellarsi al silenzio assenso e allora gli uffici avranno 15 giorni di tempo per poter dare una risposta.

“Bisogna responsabilizzare i dirigenti generali e i responsabili dei procedimenti – dice Crocetta. – Con questo nuovo sistema tutte le responsabilità civili, penali e amministrative che derivano dall’approvazione, causata dalla mancata esitazione della pratica in questione non sono più a carico della Regione, ma del dirigente che, per la sua inerzia, ha fatto scattare l’approvazione per silenzio assenso. E questo vale anche nei confronti dei privati”. Un passaggio importante, che potrebbe rappresentare un vero e proprio terremoto per la pubblica amministrazione. Anche l’assenza di un funzionario a una conferenza di servizio significherà manifestazione positiva della volontà. E chi ha commesso la mancanza ne risponderà civilmente e penalmente”.

Il governatore, poi, incalzato dai cronisti, è voluto tornare, a suo dire per l’ultima volta, sulle critiche di cui è stata oggetto la giunta nelle ultime ore, dai mal di pancia del Pd alla sfiducia dei parlamentari del M5s, alla denuncia di assenteismo denunciata da Ciancio, Venturino e D’Asero. “Sono stufo – afferma Crocetta. – Vogliono fare mozioni di sfiducia? Che lo facciano. Vogliono lasciare l’azione di governo? Va bene. Noi vogliamo solo governare, non possiamo fare da opposizione a noi stessi”.

E sul Pd: “Col mio partito – continua – abbiamo probabilmente una visione culturale diversa, ma io penso che le istituzioni siano un terreno in cui si confronta la democrazia diretta dei cittadini, poi in parlamento è prevista la procedura di sfiducia, ha il diritto di farla. Se dovessero farlo io di sicuro non mi metterò a piangere, anche perché non sono così legato alla poltrona. La prossima settimana presenteremo il bilancio di quanto fatto negli ultimi 10 mesi e vedremo se abbiamo lavorato bene o meno, ma non voglio sentire più parlare di assessorati, di ritiri e quant’altro. L’imposizione di chiudere il Megafono è frutto di una visione stalinista che non appartiene al Partito democratico che ho in mente io. Mi si dica piuttosto cosa mi rimprovera il mio partito, cosa mi si rimprovera. Quali sono i nostri orrori? Me lo dicano, mi convincano e soprattutto mi dimostrino che quello che abbiamo fatto noi in questi dieci mesi è sbagliato e che quello che pensano loro è giusto. Io sono andato da Cracolici – conclude il governatore – quando Lombardo ha avuto il rinvio a giudizio e lui mi disse ‘cosa ne sarà di noi che abbiamo sostenuto questo progetto politico?’ Non mi si venga ad accusare ora di voler fare le larghe intese.  Le istituzioni non si occupano si tutelano. Il Pd sarà veramente democratico quando smetteranno di pensare al primato del partito e penseranno di più alle strutture, allora finiranno di essere politici e diventeranno statisti”.

Parole, quelle del presidente Crocetta, che hanno nuovamente allontanato le posizioni con il Partito democratico. “Avevamo apprezzato l’altro ieri l’apertura al confronto del presidente e invece oggi constatiamo che Crocetta continua a rilanciare le polemiche invece di occuparsi delle emergenze della Sicilia”. Lo ha detto il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, replicando alle dichiarazioni del presidente Crocetta. “Il Pd – continua Lupo – ha vinto le elezioni ed ha il diritto-dovere di governare insieme a Rosario Crocetta. Abbiamo però il dovere di dire che la giunta deve fare di più per il lavoro, lo sviluppo e le riforme e che così com’è non ce la fa. Non comprendiamo perchè crocetta ha cambiato idea rispetto a ieri. Forse perchè oggi piove?”.

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