Evade 180mila euro di Iva | “per la crisi”: imprenditore assolto

di Stefania Brusca

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Evade 180mila euro di Iva | “per la crisi”: imprenditore assolto

| venerdì 25 Ottobre 2013 - 11:36
Evade 180mila euro di Iva | “per la crisi”: imprenditore assolto

E’ solo una delle tante storie legate alla crisi ma è uno dei primi casi a Milano. Un imprenditore è stato assolto dopo che non aveva versato 180mila euro di Iva a causa del dissesto economico in atto nel paese,  cosa che aveva fatto precipitare la sua azienda  in un tunnel senza uscita. L’uomo era a capo di un’impresa che operava nel settore informatico, poi fallita.  Un’azienda un tempo florida, che negli anni migliori era arrivata ad avere fino a 90 dipendenti.

La Procura dopo avere accertato la violazione, aveva avviato un procedimento penale per il reato di “omesso versamento dell’Iva”, punito con la reclusione da sei mesi a due anni. L’imprenditore in un primo momento,  era stato così condannato alla pena di sei mesi di reclusione, poi convertita in una multa di circa 40mila euro.

Gli avvocati Luigi Giuliano Martino e Carlo Petrone si erano opposti al decreto chiedendo il rito abbreviato e, si legge nel loro comunicato, hanno dimostrato “documentalmente che l’imprenditore non aveva versato all’erario l’imposta a causa della difficile situazione economica dell’impresa e, più in generale, della crisi finanziaria del Paese”. L’imprenditore, sostengono i legali, aveva  avvertito  “doverosamente l’agenzia delle entrate dell’importo dovuto”,  da qui si evince, sottolineano, che non c’era la volontà di evadere  “altrimenti  non avrebbe nemmeno fatto la dichiarazione dei redditi”.

Il giudice dell’udienza preliminare, Carlo de Marchi, lo ha così assolto  perché “il fatto non costituisce reato”. L’assoluzione arriva quindi  perché mancava l’elemento soggettivo del reato, cioè la volontà di omettere il versamento: la sua condotta, secondo il giudice, non aveva rilevanza penale.

Una sentenza che apparentemente rischia di creare un precedente controverso, che però trova una sua precisa applicazione, come  spiega Petrone all’Huffington Post: “Non conosciamo le motivazioni del giudice, ma sicuramente il messaggio non è che è legittimo non pagare le tasse. Questo è il caso particolare, di un imprenditore che ha capito per tempo di non essere in grado di fare fronte ai propri obblighi fiscali, segnalando subito la sua situazione”.

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