Balotelli senza goal da settembre. È crisi?

di Domenico Giardina

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Balotelli senza goal da settembre. È crisi?

| giovedì 31 Ottobre 2013 - 12:42
Balotelli senza goal da settembre. È crisi?

Non va a segno da più di un mese, le sue prestazioni in campo sono sempre più anonime,e la classifica della sua squadra ne risente. Di chi stiamo parlando? È presto detto. Si tratta di Mario Balotelli, la punta di diamante del Milan e della Nazionale, che non trova la rete da Milan-Napoli 1-2 dello scorso 22 settembre. È vero, a causa della squalifica rimediata in quella serata è rimasto fuori per tre partite, ma le successive esibizioni fanno suonare più di un campanello d’allarme.

Balotelli appare svogliato, passeggia tra le linee del campo senza mettere mordente in quello che fa. Riesce anche ad avere una-due occasioni a partita ma non è preciso nelle conclusioni e la rete continua a rimanere un miraggio. Con la conseguenza che la rabbia e la frustrazione aumentano e che la sua squadra, il Milan, complici le assenze di El Shaarawy e Pazzini e la latitanza in zona goal di Robinho e Matri, comincia ad avere un serio problema nell’andare a rete. Mercoledì sera è tornato a segnare Kakà dopo quattro anni e mezzo dalla sua ultima marcatura a San Siro, ma il brasiliano da solo non può sobbarcarsi il peso dell’attacco rossonero in questo momento.

Tre reti in sei presenze in campionato, la media di Balotelli non è malvagia. Ma le ultime prestazioni dell’attaccante rossonero possono far pensare che il momento buio sia ben lontano dall’essere superato. le prestazioni molto incolori contro Parma e Lazio e l’entrata in campo impalpabile in una sfida che gaserebbe qualsiasi calciatore come Milan-Barcellona, lasciano trapelare un disagio più profondo. Il continuo essere bersaglio della critica, dentro e fuori dal campo, l’intero peso sulle spalle dell’attacco rossonero, il contemporaneo momento no della squadra, accrescono le sue responsabilità.

Almeno si è adeguato alle richieste di Allegri sul look dei giocatori ( no a creste, orecchini e altre amenità del genere), ma con quale spirito? L’impressione è che abbia accettato a malincuore questo diktat sibillino, in quanto non indirizzato espressamente a qualcuno. Incurva però si comincia a mugugnare. tra i tifosi l’opinione che si comincia a diffondere è che Mario pensi troppo a ciò che gli accade fuori dal campo e che questo lo possa condizionare pesantemente. Lui continua ad ostentare tranquillità, ma sembra più una facciata. La società e i tifosi si aspettano che torni ad essere decisivo. Adesso sta a lui cercare di pensare solo al calcio giocato e dare il 11o per cento in campo.

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