I paletti del Garante, sì al redditometro | “Ma solo con spese certe”

di Stefania Brusca

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I paletti del Garante, sì al redditometro | “Ma solo con spese certe”

| venerdì 22 Novembre 2013 - 10:24

Il redditometro passa l’ultimo esame, ma arrivano alcuni paletti. Il Garante ha individuato diverse “criticità” da risolvere per rendere il sistema “conforme” alle novità sulla privacy. Nell’utilizzare lo strumento utile al Fisco per scovare gli evasori non si dovrà tenere conto delle spese medie dell’Istat ma ci si dovrà basare su “spese certe”. Secondo il Garante non è possibile stabilire uno standard di consumo per “misurare” decisioni individuali come, ad esempio, quante volte andare in vacanza o al ristorante , quanto spendere per i vestiti o in tecnologia. Calcolare queste variabili, inquadrandole in tabelle medie di spesa, lascerebbe un margine di errore troppo elevato “sia in eccesso che in difetto”.

Fuor di metafora, nessuno potrà contestare spese presumendo che abbiate comprato prodotti troppo costosi, alimenti particolarmente pregiati o abiti di grandi marche che non risultino coerenti rispetto al reddito dichiarato. Il limite massimo di contante utilizzabile è mille euro, per le spese che sforano questo budget occorrerà pagare con il bancomat: diverranno così rintracciabili e sarà possibile così ricostruire il reddito di ciascun cittadino.

Un’altra raccomandazione del Garante riguarda il fitto figurativo. Se non si possiede una casa di proprietà o non si è titolari di un canone di locazione, si applica un calcolo fittizio. La raccomandazione è che, dopo il primo confronto Fisco-contribuente, questo calcolo non venga utilizzato per selezionare i cittadini da sottoporre ad accertamento.

Infine, nelle sue osservazioni, il Garante chiede che il contribuente venga avvisato, all’interno del modello per la dichiarazione dei redditi, che i suoi dati privati verranno utilizzati anche ai fini del redditometro.

 

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