Messina: a Palazzo Zanca arriva “Sapuri”, un’installazione di “fine art”

di Redazione

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Messina: a Palazzo Zanca arriva “Sapuri”, un’installazione di “fine art”

| giovedì 09 Gennaio 2014 - 11:09

I dipendenti comunali ed i cittadini di Messina sono stati “accolti” a Palazzo Zanca da una piacevole sorpresa. Al posto delle barriere di vetro, fatte rimuovere dal sindaco Renato Accorinti, è stata allestita un’opera di “fine art” che immergerà nei sapori della Sicilia chiunque varcherà l’ingresso di Palazzo Zanca. L’installazione, curata da Carmelo Ucchino e Gianfranco Stracuzzi ha visto la collaborazione del Comune di Messina e rimarrà nell’atrio del Municipio fino al 19 gennaio.

“Questo spazio – ha commentato il primo cittadino di Messina al taglio del nastro – dopo essere stato restituito ai cittadini con la rimozione delle barriere in vetro ospiterà installazioni artistiche, mostre e tutto quanto fa cultura. Sapuri ha dato il via a questa iniziativa e, sono sicuro, che darà un po’ di calore a questo Palazzo”.

All’interno della sala è stato realizzato il “giardineddu”, che nella realtà siciliana rappresentava un luogo di incantata vita mondana. Protagoniste assolute sono le opere che ritraggono Alessandra Bottino e che sono state esposte come panni stesi e proiettate tra alberi e canneti. La colonna sonora, scritta da Simona Rigano, è stata eseguita dai Conqueror.

Dopo aver acquisito esperienze creative in ambito nazionale, affinato la tecnica presso lo IED (Istituto Europeo di Design) ed essersi confrontati con la scena fotografica italiana, Ucchino e Stracuzzi hanno deciso di ricercare l’essenza della sicilianità. Quest’opera nasce dall’amore che i due artisti hanno per la propria Terra, dal desiderio che li spinge alla continua ricerca di quei “Sapuri” che rendono unica la Sicilia.

“L’installazione – hanno commentato Carmelo Ucchino e Gianfranco Stracuzzi – parla del sentimento verso tutto quello che è Sicilia, della forza e della voglia che ci spinge a ricercarlo. Desiderio che nasce dentro di noi. I ‘Sapuri’, intesi come essenza della sicilianità, alimentano questa voglia di ritrovare, in noi e fuori, quest’aria siciliana… di respirarla e viverla. Statici e calati in un’arida realtà ci muoviamo spinti da un desiderio di ciò che ci manca, che abbiamo perso. Cammino che ci porta a trovare quegli elementi che sono propri della nostra terra; li ritroviamo e li viviamo, rinascono in noi e ridonano forza al nostro essere. Il limone, simbolo di quei ‘Sapuri’, diventa ninfa vitale del nostro cambiamento”.

“Sapuri” dopo la prima nazionale a Messina sarà ospitata, nel corso dell’anno, in altre città italiane.

 

 

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