Calcio e politica, incrocio pericoloso | La crisi di Governo rivista da Satyricus

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Calcio e politica, incrocio pericoloso | La crisi di Governo rivista da Satyricus

| domenica 16 Febbraio 2014 - 00:59
Calcio e politica, incrocio pericoloso | La crisi di Governo rivista da Satyricus

“Da domani ‘ambio l’Italia come ho ‘ambiato Firenze. Faremo ‘ose straordinarie. Sono sereno sicchè vado allo stadio a guardare la mi’ Fiorentina per decidere ‘ome schierare il nuovo Governo: penso che noi si gio’herà col 4-4-2, per confondere gli avversari il centrodestra starà a sinistra e il centrosinistra a destra. L’è tutto ‘hiaro”.

Povero Renzi (voto 5). Appena ieri pomeriggio la crisi di Governo sembrava risolta dopo le consultazioni del presidente Napolitano. E invece no, tutto si complica. Renzi va allo stadio e la Fiorentina perde in casa. Napolitano, che è anche napoletano e dunque superstizioso, potrebbe ripensarci. “O guaglionciello porta male”, sembra abbia detto nella notte. Mezza Italia tocca… ferro.

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Mi sono aggiornato, in settimana è successo di tutto. Renzi difende Letta, Renzi attacca Letta, Renzi non vuole andare al Governo senza voto, Renzi non vuole votare con questa legge elettorale, Renzi non vuole più Letta, infine Renzi vuole governare. In politica, come nel calcio, non ci si può distrarre un attimo. Del resto chi scrive di satira non può non tenersi informato sulle comiche rappresentazioni di Palazzo. Non ci capisce niente nessuno, nemmeno i protagonisti, ma almeno si ride.

Io ero rimasto al problema della “staffetta” tra Letta e Renzi. E ripensavo alla staffetta più famosa, quella tra Mazzola (voto 8) e Rivera (voto 9) ai Mondiali del 1970 in Messico. Ferruccio Valcareggi (più o meno coetaneo di Napolitano e di Noè, voto 7 a tutti), che alternava spesso i due grandi calciatori, decise nella finale di fare entrare Rivera a sei minuti dalla fine di una gara ormai ampiamente compromessa. E successe un casino… Era difficile che Renzi accettasse la parte del “Rivera”. E quindi niente staffetta.

Renzi comunque, in un modo o nell’altro, diventerà premier. La politica italiana, del resto, una chance non la nega a nessuno, secondo una logica che di logico non ha nulla. Ripensateci un attimo. Dopo quasi un ventennio si decide (un complotto?) di far fuori Berlusconi; arriva Monti ma appena c’è il sospetto che stia facendo bene si va a votare di nuovo; dalle urne viene fuori un dato chiaro, la gente si è rotta; il Pd prende in mano il Governo delle larghe intese e lo affida a Letta (centrosinistra), nipote di Letta (centrodestra); le intese si restringono subito, il centrodestra si frantuma. Per il centrosinistra dovrebbe essere il massimo della vita e invece il governo a guida Pd viene abbattuto dal Pd, se ne farà un altro a guida Pd, il centrodestra farà staffetta, i cespugli politici vivacchieranno; Berlusconi, Monti e Casini sono sempre lì. A questo punto, perché non richiamare anche Fini e Di Pietro?

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A proposito di Di Pietro (voto 4,5), non è giusto illuderlo così. Lui ormai è fuori dal giro perché Italia dei Valori (non essendoci più né l’Italia né i valori) si è spenta. Per tornare al centro dell’attenzione Di Pietro ha perfino indossato la toga di avvocato nel processo per la compravendita dei senatori. Poi venerdì sera il Quirinale ha diffuso un comunicato: domani, per le consultazioni, Napolitano riceverà le minoranze linguistiche. Di Pietro ha pensato: finalmente è il mio turno. Poi si è chiarito l’equivoco.

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“L’incredibile caso di Joseph Minala” (Si24, 11 febbraio). Pensavo che l’incredibile caso fosse il suo cognome (voto 4). Ed invece si scopre che è un camerunense che gioca per le giovanili della Lazio perché ha 17 anni. Diciassette? Andate a guardare la foto. La cosa bella è che ne dimostra 40, mica 21. Il suo agente spiega: “Ha avuto un’infanzia difficile”. Caspita, ma quanto difficile? Sembra che grandi squadre come Inter, Napoli e Udinese, nel dubbio, abbiano preferito non tesserarlo. La Lazio invece lo difende a spada tratta e minaccia azioni legali (voto 6 meno meno). Per fortuna del giocatore non c’è l’interessamento né del Palermo né del Catania. Con quel cognome, se venisse in Sicilia farebbe prima a smettere. Ve l’immaginate i cori in curva? Siccome è giovane abbiamo una certezza: Minala crescerà.

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In Iran invece quattro calciatrici della nazionale di calcio sono state sospese perché… erano uomini (voto 9). Va bene che le iraniane giocano abbondantemente vestite ma sarebbe interessante sapere chi è il ct o l’osservatore che non si è accorto di una simile questione. E nelle squadre di provenienza, nessuno se ne era accorto? A quanto pare i primi sospetti si sono materializzati quando a un controllo antidoping una di loro ha preso il “pappagallo” di plastica per andare a orinare. La “prova del nove” è invece arrivata nella partita successiva. Durante un calcio di punizione dal limite per la squadra avversaria, le quattro giocatrici – che erano andate a fare barriera – hanno eseguito automaticamente il classico gesto di portare le mani a copertura degli zebedei. A quel punto tutto è diventato più chiaro…

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Premio simpatia a John Elkann, ex rampollo della dinastia Agnelli, ormai 37enne presidente della Fiat-Fca. Venerdì, candido candido, se n’è uscito con una frase pertinente: “Il problema dei giovani è che non hanno la giusta determinazione a trovare un lavoro. Forse non hanno una reale voglia di cogliere queste opportunità, perché non ne hanno bisogno o perché stanno bene a casa” (voto 2). Appena qualche ora prima, però, la Bce aveva diffuso dati allarmanti sull’occupazione giovanile aggiungendo che “nonostante le diverse azioni intraprese è necessario che le autorità nazionali prendano misure aggiuntive, intensificando l’attuazione delle riforme strutturali”. In pratica: governi, datevi da fare, altro che giovani bamboccioni. Non si può negare che nell’affermazione di Elkann ci sia anche una piccola percentuale di verità ma perché uno così non sceglie la strada del silenzio? Non si rende conto che il lavoro manca davvero? Che la gente è disperata per davvero? Che nessuno di loro può permettersi l’areo privato o caviale e champagne? Niente da dire, la frase di Elkann (voto 4) ha avuto la stessa popolarità della Duna (voto 0) o della 850 sport (voto 1).

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Un ghanese di 27 anni, Richard Owusu (voto 3), ha abbordato a Palermo un gruppo di carabinieri in borghese a cui ha tentato di vendere alcune dosi di marjuana. Ovviamente lo hanno arrestato. L’accusa, più o meno, dovrebbe essere questa: spaccio di sfiga o abuso di stupidità.

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