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Elezioni in Sardegna, Pigliaru verso la vittoria | Spoglio troppo lento: “Colpa della nuova legge”

di Alessia Bellomo

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Elezioni in Sardegna, Pigliaru verso la vittoria | Spoglio troppo lento: “Colpa della nuova legge”

| lunedì 17 Febbraio 2014 - 09:08
Elezioni in Sardegna, Pigliaru verso la vittoria | Spoglio troppo lento: “Colpa della nuova legge”

La corsa a 6 per la presidenza della Regione Sardegna è ai metri finali: alle 7 del mattino sono iniziate le operazioni di scrutinio che si concluderanno per le 19, quando i sardi avranno il nome della nuova guida della regione. A votare però sono stati in pochi: alle 22 di domenica sera, orario di chiusura dei 1.836 seggi dell’Isola, l’affluenza registrata è stata del 52,23%, un netto calo rispetto al 67,58% del 2009. Intanto si è concluso il conteggio nelle sezioni delle quattro province: Medio Campidano, Carbonia Iglesias, Ogliastra e Olbia-Tempio, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano.

16.00 Le sezioni scrutinate sono 683 su 1.836 e a vincere è ancora Francesco Pigliaru con il 44,4% dei voti. Segue il presidente uscente Ugo Cappellacci con il 38,2%, Michela Murgia al 10,2% e Mauro Pili al 5,3%. Le operazioni di spoglio continuano a essere lentissime. Nella sede del comitato elettorale “Cambiamo il domani” del candidato di centrosinistra inizia ad esserci un ottimismo più consistente.

13.30 Sono 255 le sezioni regionali scrutinate su 1.836: ancora in testa il candidato del centrosinistra Francesco Pigliaro, che con il 45,44% ha un vantaggio di 9 punti sul presidente uscente del centrodestra Ugo Cappellacci. Pigliaru vince a Cagliari, Medio Campidano, Nuoro e Sassari. A Oristano e a Carbonia-Iglesias la situazione invece è di parità tra i due. Cappellacci per adesso conquista Gallura e Ogliastra.

12.25 Il candidato del centrosinistra Francesco Pigliaru è passato in testa con il 46,6% delle preferenze su 186 sezioni scrutinate. Il presidente uscente Cappellacci al momento è fermo al 36,7%. Aspre polemiche sulle operazioni di scrutinio che procedono lentamente: dai comitati fanno sapere che è colpa della nuova legge elettorale. La nuova procedura prevede delle fasi più complesse di spoglio.

11. 50 A scrutinio iniziato su 49 sezioni è in vantaggio il candidato del centrodestra Ugo Cappellacci, che passa subito in testa con il 44,18% dei voti. A seguire il grande avversario di centrosinistra, Francesco Pigliaru, che conquista il 40,01% delle preferenze. A seguire Michela Murgia (9,98%), Mauro Pili (4,50%). La coalizione di centrodestra al momento ha il 54,38% dei voti, il centrosinistra è fermo al 36,04%.

Sono stati 773 mila 249 elettori di 1 milione e 480 mila iscritti i votanti per Ugo Cappellacci (il presidente uscente, coalizione di centrodestra), Francesco Pigliaru (coalizione centrosinistra), Franco Devias (Fronte indipendentista Unidu), Gigi Sanna (Movimento Zona Franca) e i due outsider Muro Pili (Popolo Sardo) e Michela Murgia (Sardegna possibile). Il nuovo presidente della Regione Sardegna avrà 60 consiglio, venti in meno degli anni passati, per effetto della riforma dello Statuto autonomistica. A poche ore dall’inizio delle operazioni, lo scontro sembra già infiammare tra il presidente Cappellacci e il suo avversario di centrosinistra Pigliaru.

Del resto anche la legge elettorale statutaria è cambiata: si è votato in un unico giorno e lo sbarramento da superare per le coalizioni è del 10% mentre per le liste che corrono da sole del 5%. Il premio di maggioranza scatterà anche per un solo voto in più tra i candidati che hanno ottenuto il 25%: in quel caso, la maggioranza sarà risicata e governare per il nuovo presidente potrebbe essere un’impresa.

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