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Riciclaggio e false sponsorizzazioni sportive | Maxi sequestro a una società calabrese

di Redazione

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Riciclaggio e false sponsorizzazioni sportive | Maxi sequestro a una società calabrese

| giovedì 03 Aprile 2014 - 14:11
Riciclaggio e false sponsorizzazioni sportive | Maxi sequestro a una società calabrese

Quarantatré persone sono indagate in una inchiesta della Guardia di finanza di Catanzaro contro il riciclaggio e le false sponsorizzazioni sportive. I Finanzieri stamane, su disposizione della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, hanno sequestrato beni per 400 mila euro nei confronti degli indagati in alcune regioni tra cui Calabria, Sicilia, Toscana e Campania. Nelle indagini è stato scoperto un ingente giro di fatture false collegato alle false sponsorizzazioni.

In particolare, l’associazione sportiva Promo sport calcio di Lamezia Terme, avrebbe messo in piedi dal 2006 al 2009 un sistema di doppie fatture per consentire l’evasione fiscale a numerosi imprenditori che sponsorizzavano la squadra, che disputa campionati dilettantistici in Calabria.

La Guardia di finanza di Catanzaro ha sequestrato beni per 400 mila euro a 43 imprenditori in Calabria, Sicilia, Toscana e Campania. Nell’inchiesta, diretta dal procuratore Domenico Prestinenzi, e dal sostituto Domenico Galletta, le persone indagate sono complessivamente 79, ma solo 43 sono i destinatari del provvedimento di sequestro dei beni. L’inchiesta riguarda la compagine societaria dell’As Promo Sport Calcio di Lamezia Terme negli anni 2006-2009, mentre l’attuale società è completamente estranea alla vicenda.

Tutto ha avuto inizio nel 2006, quando la Banca D’Italia ha segnalato alla Guardia di finanza dei movimenti sospetti sul conto corrente della società sportiva. I finanzieri hanno quindi avviato le indagini ed hanno scoperto un giro di false fatture per le sponsorizzazioni. In particolare, la Promo Sport Calcio riceveva con bonifici ed assegni da società e imprenditori una somma di denaro per la sponsorizzazione ed emetteva una fattura di pari importo. Successivamente restituiva all’imprenditore una parte della somma ed emetteva una nuova fattura con l’importo effettivamente avuto sul quale pagava l’Iva. Il giro di fatture false permetteva agli sponsor di poter detrarre dalle tasse le somme fatturate dalla Promo sport.

Nei quattro anni presi in esame dalla Guardia di finanza sono stati accertati un giro di fatture false per 3 milioni e 300 mila euro. Durante una perquisizione nella sede dell’ex presidente della società i finanzieri hanno trovato anche un ‘libro mastro’ sul quale erano state annotate le fatture emesse, le somme effettivamente percepite e quelle restituite agli sponsor. Le sponsorizzazioni venivano fatte da società ed imprenditori di diversi settori, dal commercio all’edilizia.

“Quello che è stato scoperto – ha detto Domenico Prestinenzi – era un meccanismo abbastanza semplice che consentiva di abbattere i costi con l’evasione fiscale. Il provvedimento di sequestro dei beni ora ci consente di aggredire direttamente l’oggetto dell’evasione fiscale, evitando così escamotage”.

Il comandante provinciale della guardia di finanza di Catanzaro, generale Antonio De Nisi, ha evidenziato che “il sequestro effettuato va a risarcire il danno subito dall’erario. Di fondamentale importanza è stata la segnalazione fatta dalla Banca d’Italia che ha attivato i controlli”. Il comandante del nucleo di polizia tributaria, col. Mario Palumbo, ha affermato che “ora si procederà ad accertamenti fiscali nei confronti di coloro che hanno sponsorizzato la società sportiva per verificare l’utilizzo di altre fatture false”.

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