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Ars, le opposizioni in soccorso del ddl “salva imprese” | D’Asero (Ncd): “Dobbiamo dare respiro all’economia siciliana”

di Manlio Viola

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Ars, le opposizioni in soccorso del ddl “salva imprese” | D’Asero (Ncd): “Dobbiamo dare respiro all’economia siciliana”

| mercoledì 23 Aprile 2014 - 18:24
Ars, le opposizioni in soccorso del ddl “salva imprese” | D’Asero (Ncd): “Dobbiamo dare respiro all’economia siciliana”

Alla fine il salva imprese passerà. Se non sarà oggi sarà domani ma l’aula di Palazzo dei Normanni darà il via libera al provvedimento che permette l’apertura di un maxi mutuo da un miliardo di euro per far fronte ai debiti pregressi della pubblica amministrazione. Ed a garantire il via libera a questo provvedimento non sarà la litigiosa maggioranza di Crocetta, spaccatasi ulteriormente con la nascita del Crocetta bis, ma saranno le opposizioni.

Ndc e Forza Italia sono pronti all’astensione dal voto. Una scelta che rappresenta, in pratica, una vera e propria desistenza. Restando presenti in aula e non votando, infatti, abbasseranno la soglia di maggioranza permettendo che l’approvazione arrivi con un numero di voti minore rispetto alla maggioranza assoluta.

“Voi giornalisticamente potete anche chiamarlo patto di desistenza – conferma Nino D’Asero – ma in realtà dimostriamo solo che noi siamo una opposizione responsabile. Si sono ottenuti risultati importanti in commissione come la limitazione al 2,50 per cento del tasso massimo di interesse per questo mutuo che prima era previsto per oltre il 4 e mezzo per cento. In seconda analisi è passato l’emendamento che evita che la tassazione regionale resti al massimo dopo il 2015. Tutti risultati che ci convincono a far sì che il ddl passi anche per dare respiro alle imprese e all’economia siciliana”.

Analoga posizione quella di Forza Italia. “Ho parlato con i cugini, come li definisce lei, di Forza Italia – aggiunge D’Asero – e siamo d’accordo. Restano da affrontare altri temi come il nuovo avvio di una trattativa con lo Stato per chiudere tante partite aperte sulle quali Roma potrebbe anche fare anticipazioni alla Sicilia. Certo preoccupano i nuovi tagli legati al decreto Irpef del governo Renzi che sembra valga circa 70 milioni di euro. Vedremo!”.

A fare opposizione vera, invece, si presenta Antonello Cracolici, lo sconfitto del Pd. Interventi a raffica i suoi contestando le norme una per una ad iniziare dai “proclami” sulla riduzione delle tasse, norma che “fa a cazzotti col diritto commerciale e tributario. In questo tema – dice – meno si scrive meglio è o si rischiano contenziosi. C’è poi il tema dell’Iva. Iscriviamo in bilancio 40 milioni invece degli 85 previsti e poi si scrive che se non entreranno si farà fronte con la terza rata dei trasferimenti ai comuni. Delle due l’una – dice Cracolici – o stiamo iscrivendo entrate false e ci prepariamo a scavare un nuovo buco oppure stiamo mettendo le basi per un contenzioso col commissario dello stato”.

Nonostante tutto, l’ex capogruppo del Pd voterà a favore del ddl “ben conoscendone l’iter travagliato”. “La politica e soprattutto il Pd – ha aggiunto – hanno migliorato il testo. Ma stiamo ballando sul Titanic, perché nelle stesse ore in cui faremo il mutuo, il governo nazionale in questi anni con atto unilaterale sottrae alle nostre entrate oltre un miliardo di euro. È assurdo, ma non potevano pagare le imprese e i cittadini. Voto a favore, nonostante queste norme rispondano a logiche di ‘politichetta’, perché nessuno può dire oggi che si abbasseranno in futuro le imprese, allo stesso modo in cui nessuno può dire che fra sei mesi pioverà”.

Ma la maggioranza litiga ben più di così. Poco prima dell’aula il governatore si è visto costretto a riunire d’urgenza la giunta intanto per completare le formalità necessarie ai pieni poteri agli assessori e per approvare formalmente l’ultima versione del maxi emendamento al testo di legge in aula. Durante la sospensione dei lavori d’aula per permettere la riunione di giunta, però, Crocetta ha approfittato anche per incontrare, separatamente, i deputati del suo Megafono scontenti della piega che le cose stanno prendendo. Il capogruppo era pronto a dimettersi ma è stato fermato proprio dal presidente della Regione. Il gruppo rivendica la propria primogenitura e contesta al presidente di essersi messo nelle mani di Articolo 4 a Drs.

Nella maggioranza, divenuta ormai minoranza, non si smette di litigare, dunque, mentre Crocetta riesce a far breccia nelle opposizioni. Di fatto l’esperienza del governo di minoranza rischia di risultare ancora una volta vincente per un presidente della Regione che insiste nel definire i conti a posto e la situazione sotto controllo.

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