La famiglia di Esposito: “Nessuna violenza per Ciro | Oggi le istituzioni non sono gradite”

di Redazione

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La famiglia di Esposito: “Nessuna violenza per Ciro | Oggi le istituzioni non sono gradite”

| mercoledì 25 Giugno 2014 - 09:30
La famiglia di Esposito: “Nessuna violenza per Ciro | Oggi le istituzioni non sono gradite”

C’è tanto dolore e tanta rabbia al policlinico Gemelli di Roma. Ciro Esposito, 31enne appassionato del Napoli colpito da alcuni colpi di pistola prima dell’inizio della finale di Coppa Italia, è morto all’alba in ospedale. Nell’ultimo momento, Ciro era con la mamma Antonella, il padre Giovanni, la fidanzata Simona e il fratello Michele. Da Scampia sono arrivati zii e zie, cugini e amici: la perdita di un giovane a causa di una partita non è accettabile. Ma la famiglia Esposito ci tiene a lanciare un appello: “Nessuno può restituirci Ciro ma in nome suo chiediamo giustizia e non vendetta. Vogliamo ringraziare tutti coloro che in questi 50 giorni hanno manifestato la loro solidarietà.”

Nessuna violenza nel nome di Ciro: un messaggio importante affiancato da un glaciale monito alle istituzioni.  “Oggi non è gradita la presenza delle istituzioni che si sono nascoste in questi 50 giorni di dolore”, scrivono in una nota i familiari del tifoso napoletano, che gestiva un autolavaggio a Scampia. “Alle 6 di questa mattina dopo un calvario durato 50 giorni si è spento il nostro Ciro, un eroe civile. Quel maledetto 3 maggio il nostro Ciro è intervenuto in via Tor di Quinto a Roma per salvare i passeggeri del pullman delle famiglie dei tifosi del Napoli calcio. Il nostro Ciro ha sentito le urla di paura dei bambini che insieme alle loro famiglie volevano vedere una partita di calcio. Ciro è morto per salvare gli altri”, dice la sua famiglia.

“Noi chiediamo alle istituzioni di fare la loro parte. Daniele De Santis non era solo. Vogliamo che vengano individuati e consegnati alla giustizia i suoi complici. Vogliamo che chi, nella gestione dell’ordine pubblico, ha sbagliato paghi”, gli Esposito puntano il dito “Innanzitutto il prefetto di Roma che non ha tutelato l’incolumità dei tifosi napoletani. Chiediamo al presidente del Consiglio di accertare le eventualità responsabilità politiche di quanto accaduto”.

“Il nostro sentito grazie al personale medico e paramedico del policlinico Gemelli per la loro umanità e professionalità e a quei napoletani come il proprietario dell’albergo romano che ci ha fatto sentire il calore e l’affetto della nostra città”, conclude la nota “Al presidente del Napoli, al sindaco di Napoli e al presidente della ottava municipalità di Napoli va tutta la nostra riconoscenza”.

“Dobbiamo cacciare i violenti dagli stadi e ce la faremo”, ha detto il ministro dell’interno Angelino Alfano, che ha espresso “profondo dolore” per la morte di Ciro Esposito. “La violenza – ha aggiunto Alfano – è la negazione dello sport; è il contrario dell’amore per il calcio di milioni di italiani”.

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