Montalbano “trasloca” in Puglia? /FOTO | “Dalla Regione neppure un euro di contributi”

di Redazione

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Montalbano “trasloca” in Puglia? /FOTO | “Dalla Regione neppure un euro di contributi”

| martedì 16 Settembre 2014 - 12:27
Montalbano “trasloca” in Puglia? /FOTO | “Dalla Regione neppure un euro di contributi”

Il commissario Montalbano sarebbe pronto a lasciare la Sicilia e trasferirsi in Puglia. I prossimi ciak potrebbero scattare a Otranto per motivi economici. Il produttore della serie, Carlo Degli Esposti, è infatti in contrasto con la Regione Siciliana per non avere ricevuto dei contributi.

“Non mi hanno dato un euro per la produzione di Montalbano –  spiega  – . La Puglia mi offre ponti d’oro. Certo che mi dispiacerebbe lasciare la Sicilia, ma non si può continuare così”.

>ANCHE LO SCRITTORE CAMILLERI CONTRO LA REGIONE

Un duro colpo per l’economia locale. Tanto che i sindaci del ragusano pensano di autotassarsi e di realizzare una casa-museo di Montalbano pur di non perdere la fiction basata sulle pagine di Andrea Camilleri.

“Sarebbe veramente singolare se una produzione di eccellenza del servizio pubblico italiano come il Commissario Montalbano, esportata in tutto il mondo, venisse taroccata con l’ambientazione in un territorio diverso dalla Sicilia. È opportuno che la Rai chiarisca e intervenga”. Lo dice il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi.

“Forse la Rai e la Palomar – spiega Anzaldi – dovrebbero chiedere ad Andrea Camilleri, inventore delle avventure del commissario, e alla casa editrice Sellerio, cosa ne pensino del possibile spostamento della produzione televisiva in Puglia. Dopo i casi di italian sounding, con i prodotti enogastronomici di eccellenza del nostro Paese taroccati all’estero, siamo ora a una sorta di sicilian sounding? Sembra che la casa di produzione abbia chiesto sovvenzioni economiche agli enti locali e si parla addirittura della possibile richieste di ulteriori tasse ai cittadini, per far rimanere le riprese a Ragusa. Sarebbe grave se una cattiva gestione di questa vicenda finisse per danneggiare, anche economicamente, uno dei prodotti di punta del servizio pubblico, fiore all’occhiello anche nella distribuzione a livello internazionale”.

>LA REGIONE SICILIANA SI DIFENDE

“Sembra una guerra tra ricchi – aggiunge Anzaldi – da una parte un territorio come la regione autonoma siciliana, famosa per gli sprechi come quello dello scandalo Giacchetto, dall’altra una società di produzione televisiva che ha la fortuna e la capacità di essere presente negli appalti del servizio pubblico e gestisce il suo prodotto di punta, come ha dichiarato il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta in audizione in Vigilanza. Nel mezzo c’è la correttezza dovuta agli spettatori”.

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