Il set di Montalbano resta in Sicilia | La Regione: “Pronti a sostenere la fiction”

di Nadia Palazzolo

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Il set di Montalbano resta in Sicilia | La Regione: “Pronti a sostenere la fiction”

| mercoledì 17 Settembre 2014 - 14:09
Il set di Montalbano resta in Sicilia | La Regione: “Pronti a sostenere la fiction”

La prossima serie del commissario Montalbano sarà girata in Sicilia o in Puglia? La domanda agita non solo il mondo della televisione, ma anche quello della politica e della cultura. Un botta e risposta a tre – protagonisti il produttore Carlo Degli Esposti, il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, lo scrittore Andrea Camilleri – iniziato nelle scorse ore.

Il produttore Degli Esposti parlando con l’Ansa si dice ”possibilista” sulla permanenza in Sicilia. “Il governatore mi ha assicurato – spiega – di voler essere al fianco della Palomar per i prossimi Montalbano. Oggi si apre una fase nuova”. Un passo avanti, ma non un “sì” definitivo.

A innescare la polemica è stato lo stesso produttore. “Non mi hanno dato un euro per la produzione di Montalbano – aveva detto Degli Esposti – . La Puglia mi offre ponti d’oro. Certo che mi dispiacerebbe lasciare la Sicilia, ma non si può continuare così”.

A suo fianco è sceso il “papà” di Montalbano, Andrea Camilleri. “La Regione Siciliana e i suoi governi – ha sottolineato – in questi anni non hanno fatto niente per aiutare o coadiuvare la produzione del ‘Commissario Montalbano’. Malgrado l’indotto creato per il turismo dalle riprese cinematografiche, soprattutto nella parte sud orientale dell’Isola”. Secondo Camilleri “i turisti arrivati in Sicilia dal resto dell’Italia e dall’estero si sono moltiplicati quando gli episodi di Montalbano sono andati in onda su Raiuno. Quello che è giusto è giusto. È corretto che il produttore lanci un appello indicando un’altra regione del nostro meridione che si è detta disponibile a ospitare le riprese. Sia chiaro io non ho alcun interesse con la produzione. Naturalmente mi dispiace solo per la Sicilia, nel senso del suo governo, che potrebbe perdere un appuntamento importante”.

Chiamato in causa, il governatore Crocetta si è prontamente difeso. “Non è stata presentata alcuna richiesta da parte della Palomar alla Regione siciliana – ha precisato – . C’era un appuntamento previsto tra le 16 e le 17 lo scorso 3 aprile ma quel giorno all’Assemblea regionale c’era la seduta straordinaria sulla revoca dell’incarico all’ex assessore Battiato e sulla legge per la doppia preferenza di genere, oltre alla presenza dell’ambasciatore del Marocco. Da allora non abbiamo avuto più notizie dalla società, se nel frattempo hanno stretto accordi con la Regione Puglia meglio che lo dicano, per amore della verità. Né lesa maestà, né rifiuto a discutere. Palomar si presenti e ci confronteremo, se poi ha avuto contratti più vantaggiosi dalla Regione Puglia abbia il coraggio di dirlo”.

Oggi l’apertura della Palomar. Pace fatta? Per dirlo di dovrà attendere il primo “ciak”.

Di certo, stando a quanto dice Crocetta “questa vicenda non solo può servire a rilanciare la serie Montalbano ma anche a fare un ragionamento complessivo sul cinema con la Rai”. Una “resa dei conti” che coinvolge un’altra fiction andata in onda sulla tv nazionale, Agrodolce (soap girata interamente in Sicilia, nell’immaginaria cittadina Lumera, e fu sospesa nel 2011). “La Rai – denuncia Crocetta in un colloquio con l’Ansa – ci deve dare 25 milioni di euro e fa saltare la fiction Montalbano? Non facciano i furbi, non accetto contro-partite. Strano che questa vicenda di Montalbano esploda proprio quando la Rai chiede un incontro alla Regione siciliana sul contenzioso per la fiction Agrodolce, su cui indaga la magistratura. Sono pronto a denunciare tutto in Parlamento e alla Procura”.

Il deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, h già annunciato che proporrà “all’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza di convocare al più presto in audizione il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, oltre alla Rai, per fare chiarezza sulla vicenda dei 25 milioni di euro di contenzioso su Agrodolce. E’ gravissimo sentir utilizzare, da parte di un governatore, il termine vendetta in riferimento al comportamento del servizio pubblico. Sono in ballo cifre ingenti di denaro – spiega Anzaldi – e centinaia di posti di lavoro connessi alla produzione di un’eccellenza del servizio pubblico come il Commissario Montalbano. Il tutto coinvolge un territorio dove la crisi economica è più acuta che altrove, come la Sicilia. E’ opportuno che si faccia chiarezza, sia per non danneggiare la fiction su Montalbano che i produttori avvertono di voler portare in un’altra regione, sia per tutelare i posti di lavoro”. “Sarebbe inaccettabile – aggiunge – se ci fosse un atteggiamento vessatorio della Rai, o addirittura come denuncia il governatore una sorta di ‘revenge’, per Il contenzioso da 25 milioni, dovuto per la triste e nota vicenda di Agrodolce. Oggi questa brutta storia sembra possa coinvolgere e rovinare il simbolo della buona fiction, quale è il commissario Montalbano. Saremmo di fronte ad un atteggiamento irresponsabile, mentre serve una soluzione che tuteli l’eccellenza del prodotto Montalbano e garantisca la riapertura del centro di produzione in Sicilia”.

Intanto il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, si dice pronto “a offrire alla produzione un contributo di settantamila euro città”. Il Comune ha poi deciso di conferire la cittadinanza onoraria al regista storico di Montalbano, Alberto Sironi.

 

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