Stato-mafia, la Guzzanti risponde alle critiche | “Vivo in un paese di ipocriti e collusi”

di Redazione

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Stato-mafia, la Guzzanti risponde alle critiche | “Vivo in un paese di ipocriti e collusi”

| venerdì 10 Ottobre 2014 - 09:45

“Ipocriti”. È così che Sabina Guzzanti etichetta chi si è scagliato contro il suo tweet di “solidarietà” a Riina e Bagarella, esclusi per decisione della Corte d’Assise di Palermo dall’udienza del capo dello Stato nell’ambito del processo sulla trattativa Stato-Mafia. “Io ho detto una cosa molto precisa – dice la regista in una intervista al Fatto quotidiano – ovvero che Riina e Bagarella hanno il diritto di assistere al loro processo perché è la legge che lo dice, ma è ovvio che la parola solidarietà accanto ai loro nomi è una provocazione”.

“Le reazioni – aggiunge – dimostrano il conformismo e l’ipocrisia di tanti italiani perché di fronte a una provocazione di questo tipo tutti sentono di potersi indignare. Ma nessuno si indigna di fronte alle prove che una bella fetta delle nostre istituzioni sta dalla parte della criminalità e lavora contro la nostra democrazia. Matteo Orfini (presidente del Pd, n.d.r) si è indignato ma non è andato a vedere il mio film che dimostra che stanno facendo le riforme con Silvio Berlusconi, in mano ai mafiosi. Lo sappiamo bene che i mafiosi sono cattivi ma i traditori delle istituzioni sono altrettanto cattivi”.

La “provocazione” della Guzzanti, infatti, a molti è sembrata soltanto una strategia di marketing per pubblicizzare il suo ultimo film “La trattativa” che nei primi giorni al cinema si è rivelato un  flop.

La comica non pensa di poter ferire i familiari delle vittime: “I familiari sono consapevoli che le stragi sono state compiute con la complicità delle istituzioni”.

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