Fexaramina, la pillola del “pasto immaginario”: aiuta a bruciare i chili in eccesso

di Antonella Rizzuto

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Fexaramina, la pillola del “pasto immaginario”: aiuta a bruciare i chili in eccesso

| mercoledì 07 Gennaio 2015 - 13:16
Fexaramina, la pillola del “pasto immaginario”: aiuta a bruciare i chili in eccesso

Una pillola che aiuta a far sparire i chili di troppo. Arriva dagli Usa e si chiama “fexaramina”. È un farmaco ancora in fase di sperimentazione che fa credere al corpo di aver mangiato,  avviando il processo digestivo con un “pasto immaginario” per indurlo a bruciare grassi. Oltre a fermare l’aumento di peso, la fexaramina permette anche di abbassare i livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue e di minimizzare l’infiammazione.

Alla base della pillola c’è un meccanismo che coinvolge il recettore farnesoide X (Fxr), una proteina che catalizza il processo attraverso cui il corpo rilascia acidi biliari dal fegato, digerisce il cibo e immagazzina grassi e zuccheri. Questo recettore si attiva all’ inizio di un pasto e spinge l’organismo a bruciare grassi per prepararsi ad accogliere il cibo in entrata.

Ronald Evans, autore dello studio e direttore del Gene Expression Laboratory del Salk Institute di La Jolla (California), crede che il farmaco potrà essere presto pronto per la sperimentazione clinica umana. “Questa pillola è come un pasto immaginario – ha dichiarato Evans – invia gli stessi segnali che normalmente partono all’interno dell’organismo quando si ingeriscono grandi quantità di cibo. Per poterlo immagazzinare il corpo, sulla base di questi segnali, inizia a sgombrare lo spazio. Ma in questo caso le calorie non ci sono. E non c’è nessun cambiamento dell’appetito”.

I test sui roditori hanno dato finora risultati promettenti fermando l’aumento di peso. Il team guidato da Evans, infatti, ha somministrato una pillola al giorno per  cinque settimane a un gruppo di topi obesi. I risultati hanno evidenziato un’ accelerazione del metabolismo e la “conversione” di alcuni depositi di grasso bianco nel loro organismo in una forma adiposa “bruna”, più sana e in grado di bruciare energia.

Il team di scienziati sta inoltre lavorando per testare l’efficacia del farmaco nella lotta contro l’obesità e le malattie metaboliche. La somministrazione via orale e non endovenosa permette alla sostanza di agire in maniera mirata al livello dell’intestino, limitandone gli effetti collaterali e ottenendo migliori risultati sul fronte bilancia.

 

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