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Anno giudiziario, mafia al Nord | Terrorismo, piano straordinario per Expo

di Redazione

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Anno giudiziario, mafia al Nord | Terrorismo, piano straordinario per Expo

| sabato 24 Gennaio 2015 - 15:26
Anno giudiziario, mafia al Nord | Terrorismo, piano straordinario per Expo

Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario nell’aula magna di Palazzo di Giustizia, tra i numerosi temi toccati si è parlato anche della presenza della mafia al nord che, secondo il presidente della Corte d’appello di Milano, Giovanni Canzio, “deve essere ormai letta in termini non già di mera infiltrazione, quanto piuttosto di interazione-occupazione”. Un lungo passaggio della relazione è dedicato proprio ai processi contro la ‘ndrangheta in Lombardia, come quello infinito, che si è concluso in Cassazione “con centinaia di condanne a secoli di carcere”. Il presidente Canzio ha poi continuato “certo che presenza e attenzione sarà riservata all’azione di prevenzione e repressione di ogni forma di violenza di natura eversiva o terroristica o di matrice fondamentalista che intenda profittare della portata internazionale dell’Expo 2015 a Milano”.

“Nel distretto milanese e in vista di Expo 2015, lo Stato è presente e contrasta con tutte le istituzioni l’urto sopraffattorio della criminalità mafiosa, garantendo, nonostante la denunciata carenza di risorse nel settore giudiziario, la legalità dell’agire e del vivere civile. Il fiorire di iniziative imprenditoriali collegate allo straordinario evento di Expo 2015 – spiega Canzio – lasciano presagire che per la criminalità organizzata si aprano, insieme con nuove e più ricche opportunità, impreviste criticità, a causa del conflitto latente fra le originarie regole delle ‘ndrine e i più ampi orizzonti di profitto. Allo stesso tempo, però, si assiste al progressivo rafforzamento delle strategie investigative e degli strumenti di prevenzione”. Canzio sottolinea  come “non si fermano le indagini e gli arresti, si applicano misure di prevenzione patrimoniale su immobili e aziende, si annoverano circa 70 interdittive antimafia del prefetto di Milano a carico di società impegnate in lavori per l’Expo”.

Nella relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto milanese, il presidente della Corte d’appello esprime “stima e gratitudine per i giudici i quali, pure in condizioni di pressante quotidiano impegno lavorativo e talora in un clima ingiustificato di delegittimazione o, addirittura, di dileggiodimostrano spirito di sacrificio, senso del dovere, equilibrio, riservatezza”.  Canzio non manca di specificare il “comprensibile sconcerto” dimostrato dall’opinione pubblica di fronte a sentenze di assoluzione emesse da Corti d’Appello che hanno ribaltato l’esito del processo di primo grado, come è accaduto con la vicenda Ruby a carico di Silvio Berlusconi, con il caso di Stefano Cucchi o, ancora, il processo Eternit”.

“L’opinione pubblica – spiega l’alto magistrato in passaggio della sua relazione – ha espresso sentimenti di diffusa indignazione per le recenti decisioni di proscioglimento, pronunciate in taluni casi dalle Corti di appello e dalla Corte di Cassazione. Verdetti accolti dall’opinione pubblica con comprensibile e umano sconcerto soprattutto a causa della frattura fra gli esiti dell’attività giudiziaria e la sete di giustizia delle vittime, rimasta inappagata, a prescindere da ogni valutazione di merito circa la correttezza delle soluzione adottate”. Sempre secondo Canzio, “la credibilità complessiva del sistema è stata messa in discussione per il solo fatto che le decisioni apparivano impopolari, senza che si avviasse, come pure sarebbe stato necessario, una riflessione sulla complessità dei fatti e delle prove, sui principi del diritto penale, sulle regole di garanzia del processo e sulla funzione di controllo delle impugnazioni”.

All’inaugurazione dell’anno giudiziario è intervenuto anche il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli Giovanni Legnini dicendo: “Più uomini e mezzi a Milano nell’anno dell’Esposizione universale, previsto un piano straordinario”.  È stato varato dal Csm ad hoc per il distretto giudiziario del capoluogo lombardo che quest’anno sarà chiamato a fronteggiare il sicuro incremento della domanda di giustizia dovuto, appunto, all’Esposizione Universale che dal 1 maggio in avanti condurrà a Milano oltre 20 milioni di persone.

In vista dell’Expo, ha detto Legnini, il Csm “ha predisposto un programma straordinario di copertura degli organici.  In particolare, sono 28 i nuovi magistrati che il Csm intende assegnare al distretto giudiziario di Milano prima dell’avvio dell’Expo”. Nelle prossime settimane verrà infatti lanciato un bando straordinario per coprire 15 posti per giudice e 2 posti da sostituto procuratore. A questi si affiancheranno alcuni magistrati di prima nomina. “l loro numero – ha detto Legnini – dovrebbe attestarsi sulle 10 unità”. Infine è atteso l’arrivo di un nuovo procuratore aggiunto.

Sullo scontro tra i pm Bruti-Robledo in atto alla Procura di Milano ha detto: “L’auspicio del Csm è il pieno recupero del prestigio e dell’autorevolezza di questo ufficio, che tanto ha fatto e dovrà fare per la giustizia milanese. Su questa vicenda è stato detto tutto, adesso è il tempo delle decisioni. C’è un’iniziativa disciplinare e l’udienza è fissata per il 5 febbraio – ha concluso – per cui non posso dire nulla se non con gli atti che saranno adottati dal Csm”.

Per Expo “per quanto riguarda l’allarme su possibili attentati terroristici, c’è su questo fronte un’attenzione da parte di tutti gli organi competenti che da tempo sono impegnati per garantire il massimo della sicurezza possibile”. Lo afferma il sindaco Giuliano Pisapia che oggi era presente all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario milanese. “Un appuntamento così importante, anche a livello internazionale, come Expo 2015 – prosegue il primo cittadino – potrebbe portare l’attenzione su Milano, ma tutti dovrebbero capire che l’Esposizione è un grande evento di pace e confronto tra i popoli. Questa è la vera anima di Expo”.

E mentre era in corso la cerimonia, un centinaio di lavoratori precari della giustizia si sono riuniti in presidio fuori dal palazzo di Giustizia di Milano. Ad organizzare la  manifestazione la Fp-Cgil per chiedere la “regolarizzazione dei contratti”. I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta “Orlando giustizia per i precari”. Un presidio è stato organizzato anche dall’associazione Enzo Tortora, legata al partito radicale, che ha realizzato uno striscione con la scritta “Amnistia”.

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