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Sanremo 2015, le pagelle della finale | Carlo Conti è il vero vincitore. Male le vallette

di Satyricus

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Sanremo 2015, le pagelle della finale | Carlo Conti è il vero vincitore. Male le vallette

| sabato 14 Febbraio 2015 - 20:56
Sanremo 2015, le pagelle della finale | Carlo Conti è il vero vincitore. Male le vallette

Siamo arrivati alla finale di Sanremo, la finale del Festival dei Fiori è proprio il giorno di San Valentino, prepariamoci a una carrellata di Romanticismo canoro.

Non classificati i fidanzatini di Caserta\Padova, hanno provato a parlare, ma Conti è stato spietato.

Romeo e Giulietta (voto 6,5): stavo per dare voto 8, ma poi a un tratto sono spuntati i protagonisti di Kiss me Licia (il telefilm con Cristina D’Avena, non il cartone), e mi è venuto un crampo alla mano, direi comunque 6,5 dato che il corpo di ballo è bravo.

Claudio Cecchetto (voto 8), dopo tanti anni rimane una certezza, lui tifa sempre per il più giovane in gara.

Anna Maria Tarantola (voto 5), si tratta di un’immagine d’altri tempi, la TV diventa istantaneamente in bianco e nero e ti aspetti un annuncio di Nicoletta Orsomando.

Cast dei Braccialetti Rossi (voto 5), un mega spot Rai in salsa luoghi comuni e vogliamoci tutti più bene.

P.F.M. (voto 7), certo a un complesso storico come la P.F.M. si deve obbligatoriamente dare 8, fosse solo per il nome (piace a tutti dire Premiata Forneria Marconi), ma gli occhiali da sole si pagano (un punto e sono stato buono).

Marco Masini (voto 7,5), iniziamo la gara con il cantante di “Disperato” che dopo avere affrontato mari in tempesta, abuso di droghe e gravidanze indesiderate (o desiderate, non ricordo), ostenta tatuaggi, bracciali e anelli e canta con una bella voce un pezzo non facile con un paio di variazioni ritmiche.

Nina Zilli (voto 6,5), bella è bella, una pin up anni 50 con un blues dal testo scarso (ma pochi pezzi blues hanno un testo da ricordare), vorrei dirvi che è stata indimenticabile, ma non è vero, l’abbiamo vista esprimersi meglio di così.

Chiara (voto 5,5), il ritornello è un ululato (provate a togliere le parole e sostituire con uuu uuu), ma canta in modo intenso e ci crede (non so in cosa, ma lei ci crede).

Dear Jack (voto 5), impossibile parlare di questi ragazzi senza pensare alla lacca, li guardi e immagini bombolette di lacca come se piovesse.  Sono giovani Rocker e l’entusiasmo mi travolge.Resistiamo al desiderio di cambiare canale e vedere “Il principe cerca moglie” sul 5, e li vediamo  cantare con poca voce una musica già sentita, ma hanno successo e li sentiremo per tanto tempo.

Alla coppietta siciliana non mi permetto di dare un voto dato che  meriterebbero 12, intanto   sto cercando di capire se si possono affittare come nonni per il weekend.

Scenetta Arisa e Carlo Conti (voto 7), Carlo Conti che si concentra sul seno sinistro di Arisa per vedere un’aquila è da Blob.

Malika Ayane (voto 7), non è la sua più bella canzone e non sembra molto rilassata ed è un peccato, per fortuna i tatuaggi e l’apparecchio ai denti sono travolgenti.

Gianna Nannini (voto 9), canta l’Immensità ed è grande, voce graffiata e arrangiamento nuovo e riuscito. Poi intervistata appare fuori posto, e sembra che abbia solo voglia di cantare. Inizia a cantare un suo cavallo di battaglia (Sei nell’anima)  e qualcosa non funziona. Non ci arriva più e il coro la salva (dovrebbero dare un aumento ai coristi, un lavoraccio). Adesso merita un 3 quindi facendo la media chiudiamo con un voto 6.

Nek (voto 5), Piacione (trovate la definizione leggendo qui), si sforza tanto e potrebbe essere il protagonista di un Action Movie, ma la canzone è scarsa e più che romantica sembra minacciosa (un pò meno di riverbero nella voce no eh?).

Giorgio Panariello (voto 4), sto cercando su  internet come fare piombare i canali e oscurare la Rai. intanto aspetto la battuta, e quando arriva rimpiango il secondo prima. Chiama in causa politici, imita Grillo e usa qualche foto accostando Boschi e Cancellieri (più facile di così). Prova una frase di impegno sociale (il Maestro Benigni insegna) e butta lì una buona parola su Corona.

Pausa pubblicitaria (voto 7), ne approfitto per guardare gli altri canali e trovo:”Il principe cerca moglie” (questo già lo sapevo, e per poco non decidevo di commentarlo in diretta), “Point Break”, film vecchiotto ma si guarda volentieri, “Harry ti presento Sally” (ma non la scena dell’orgasmo, peccato).

Il volo (voto 7), grande successo di pubblico mentre cantano una canzone ibrida.Tre piccoli Bocelli che gareggiano a colpi di urla. Intanto io scappo in bagno e mi taglio il pizzetto.

Annalisa (voto 6-). Se guardi il Festival, quindici canzoni così te le devi aspettare, quindi inutile lamentarsi e subiamo.

Ed Sheeran (voto 8).Bravo, suona come se fosse in un pub e lo fa bene.R&B prima, ballata dopo e non sbaglia.

Sketch sulle domande dal pubblico (voto 1), inutile commentare, vi spiego direttamente la procedura che ho trovato per far rimuovere Rai1 dal vostro televisore.

Alex Britti (voto 6), il colore della pelle non si spiega (sembra un bagnino), suona bene (è molto più bravo di così) ma canta mediocremente.

Irene Grandi (voto 6), sufficiente con una canzone nel suo stile, solo che non ricordo mai qual è il suo stile.

Lorenzo Fragola (voto 5), partiamo dalle cose buone, il piccolo Lorenzo è davvero elegante.e qui ci fermiamo.Canta male, fa gli occhioni e si muove come in preda a convulsioni. Ha le labbra fucsia e non riesco a non immaginare la pelle di Britti con le labbra di Fragola (in pratica Briatore sulla neve). Ma di che parla la canzone?

Bianca Atzei (voto 3), mi chiedo cosa ci faccia lì, prende tutte le stecche possibili e sembra una che sta cercando la rissa.

Moreno (voto 4), questo genere di musica a mio parere è bella solo se improvvisata, così proprio non la capisco, poi il testo ha la profondità delle istruzioni del Sudoku.

Gianluca Grignani (voto 6+), il ragazzo è intelligente, ma non si impegna e alla fine supera di poco la sufficienza.

Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (voto 4), uno non è un cantante e lo dimostra, l’altra anche. Il pezzo è triste, tanto triste, ci sono vetri appannati (tristezza da 6),il corpo che non piace (tristezza da 8), le sedie e il disagio sociale (tristezza da 10).

Nesli (voto 5+). Ricorda Scialpi e nessuno si ricorda di Scialpi, un futuro radioso per questa promessa della musica italiana.

Will Smith (voto 5). Quanto gli diamo a Will per venire a dare lezioni di inglese a Carlo Conti e stonare Nel blu dipinto di blu? Bello e maschio, ma utile come uno spazzolino con un lettore MP3.

La gara entra nel vivo (cit. Carlo Conti) e a mezzanotte e mezza sarebbe anche l’ora, rinvigoriti da nuova forza ascoltiamo la classifica.

Fischi del teatro Ariston (voto 0), ogni anno sembra di stare in uno strip bar (se non ci siete mai stati, è come Sanremo solo che il pubblico è più selezionato).

I tecnici della classifica (voto 2), riescono a sbagliare durante il momento della classifica, spostando Nek dal terzo al decimo posto, forse presi alla sprovvista mentre guardavano S.O.S. Tata.

Enrico Ruggeri (voto 3), ormai prima di mezzanotte non lo si vede mai, si dice che alla luce del giorno rischi l’autocombustione. Canta triste, una canzone triste, con un arrangiamento triste, e anche io sono un pò più triste.

Emma Rocio e Arisa (N. C.), forse hanno un contratto part time e hanno fatto il turno di mattina, perchè non si sono viste e si sono sentite parlare solo fuori scena, e alla lettura di tre messaggini estratti dal coccodrillo di Carlo Conti.

Carlo Conti (voto 8), un impiegato statale ma di quelli che ci credono, di quelli bravi, preciso e ostinato. Davvero poco da dire tranne sulle letterine delle vallette. Si garantisce un altro paio di contratti con il Festival.

Vince Il Volo, e non so se siamo pronti a sentire questa canzone alla Radio la mattina, secondo me si arriva in ufficio nervosi, aggressivi (avete presente quando cantate “Perdere l’amore”? Così).

Lasciatemi dire che il tema del Festival è stato la commemorazione dei morti. Abbiamo ricordato, Pino Daniele, Mango, Jannacci, Gaber, Faletti e almeno un’altra decina di connazionali e abbiamo anche avuto un pensiero per Nelson Mandela. E che ti puoi aspettare dal Festival dei Fiori?

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