Crocetta e la sua (solo sua) crociata antimafia

di Redazione

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Crocetta e la sua (solo sua) crociata antimafia

| giovedì 12 Marzo 2015 - 20:11

(g.m.) Ancora una volta il presidente della Regione siciliana, “tale” Crocetta, prende fischi per fiaschi nella sua ormai grottesca smania di apparire l’unico paladino dell’antimafia. Qualcuno avrebbe dovuto spiegargli già da tempo che la mafia si combatte con i fatti e non con le parole, peraltro pronunciate fuori tempo e fuori luogo. E fatti, questo Governo, ne ha fatti davvero pochi. Rivangare una vicenda vecchia di 15 anni fa, fuori da ogni contesto, appare davvero come un atto “di inciviltà giuridica”, come ha replicato il presidente di Confartigianato. E il presidente della Sicilia non può permetterselo.

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Il Governatore siciliano Rosario Crocetta ha chiesto al dipartimento Attività produttive della Regione di prendere informazioni per accertare se Nunzio Reina, uno dei 32 componenti del Consiglio camerale in rappresentanza della Confartigianato, sia la stessa persona che nel 2001 avrebbe patteggiato una condanna per favoreggiamento. Dice Crocetta: “Tale Reina nel 2001 sarebbe stato accusato di avere chiesto l’intercessione di un boss per essere ‘amnistiato’ dall’onere di pagare il pizzo alla mafia e per questa vicenda sarebbe stato condannato e avrebbe patteggiato la pena. Come fa a essere credibile una persona che invece di rivolgersi alla magistratura e alle forze dell’ordine per denunciare gli estorsori si fa sistemare la vicenda personale dal gotha di Cosa nostra?”.

Immediata la replica di Nunzio Reina, da anni presidente di Confartigianato. “Credevo l’era dei cecchini si fosse chiusa, ma mi sbagliavo: si continua addirittura a sparare con vicende datate e sepolte sia dal punto di vista giuridico che, per quanto mi riguarda, da quello morale, tanto da intraprendere una strada che in Confartigianato ha spinto in questi anni diversi nostri iscritti verso le associazioni antiracket. Sono sconcertato da questo inaudito e grave atto di inciviltà giuridica che non tiene conto del percorso di integrità morale e della trasparenza politica che ha connotato la mia attività in Confartigianato. Un lavoro ispirato alla collaborazione con tutti gli organi per debellare l’odioso fenomeno del pizzo e sempre nell’ottica della legalità nell’esercizio delle attività professionali artigiane. Se esiste un certificato di ‘dignità’ o di ‘onorabilità’ che il presidente Crocetta o, chi per lui, è in grado di produrre, desidererei sapere quali sono i requisiti”.

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