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Fifa, Blatter resta in corsa con l’aiuto dell’Asia | Arresti di Zurigo, la Russia critica gli Usa

di Redazione

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Fifa, Blatter resta in corsa con l’aiuto dell’Asia | Arresti di Zurigo, la Russia critica gli Usa

| giovedì 28 Maggio 2015 - 07:34
Fifa, Blatter resta in corsa con l’aiuto dell’Asia | Arresti di Zurigo, la Russia critica gli Usa

Si voterà, nonostante tutto. Il padre padrone della Fifa Sepp Blatter non si arrende e rilancia: l’inchiesta (che ha portato mercoledì a una “retata” di dirigenti dell’organismo che governa il calcio mondiale, a Zurigo) è partita dalle nostre segnalazioni, il 29 maggio si voterà regolarmente per l’elezione del nuovo presidente. In lizza ci sono lo stesso Blatter e il giordano Al Hussein che gode dell’appoggio degli altri candidati ritiratisi, l’ex campione portoghese Figo e l’olandese Van Praag. A chiedere con forza il rinvio delle elezioni è stata la Uefa, con il presidente Michel Platini.

Vent’anni di tangenti, una corruzione pervasiva di ogni settore di attività della Fifa, secondo gli inquirenti americani che hanno scoperto tangenti per oltre 150 milioni, gettando forti ombre anche sull’assegnazione dei mondiali del 2018 alla Russia e del 2022 al Qatar.

L’ottantenne manager svizzero, in carica da 17 anni, si è detto estraneo, anzi parte lesa dei reati contestati alle persone arrestate, e ha incassato l’appoggio della Confederazione calcistica asiatica. Nonostante lo scandalo delle tangenti e gli arresti, la Confederazione asiatica si oppone al rinvio delle elezioni. “La Confederazione asiatica di football – si legge in una nota pubblicata sul suo portale – esprime delusione e tristezza per gli eventi di mercoledì a Zurigo”, condannando “ogni forma di corruzione nel calcio” ma conferma la decisione presa al congresso di San Paolo nel 2014 “di appoggiare il presidente della Fifa Joseph S. Blatter”.

Oltre i confini giudiziari, si rischia lo scontro diplomatico tra la Russia, che ospiterà una delle edizioni del Mondiale al centro dell’inchiesta che ha scatenato l’operazione, quella del 2018, e gli Stati Uniti, che si sono assunti l’onere di condurre indagini e disporre gli arresti. “Un altro caso di illegale uso extraterritoriale della legge Usa”, lo ha definito Aleksandr Lukashevich, portavoce del ministero degli esteri russo.

“Senza entrare nel dettaglio delle accuse contestate, sottolineiamo che stiamo assistendo ad un altro caso di illegale applicazione extraterritoriale delle leggi Usa”, ha proseguito. “La campagna della candidatura della Russia per ospitare il Mondiali di calcio del 2018 è stata fatta in completa conformità con le norme etiche della Fifa. La Russia è diventata organizzatrice dei Mondiali 2018 grazie al fatto che il suo progetto è stato il più originale e attraente”, ha precisato, assicurando che “il comitato organizzativo dei Mondiali è pronto a collaborare all’esame di tutte le circostanze legate dalla campagna per la candidatura”.

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