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India, Nestlè ritira gli spaghetti istantanei | Nei “vermicelli” c’era troppo piombo

di Denise Marfia

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India, Nestlè ritira gli spaghetti istantanei | Nei “vermicelli” c’era troppo piombo

| venerdì 05 Giugno 2015 - 10:33
India, Nestlè ritira gli spaghetti istantanei | Nei “vermicelli” c’era troppo piombo

Nestlè India ha ritirato dal mercato gli spaghetti istantanei Maggi dopo che l‘ispettorato dell’Uttar Pradesh ha rilevato la presenza di glutammato monosodico e ulteriori analisi hanno riscontrato la presenza del metallo.

Dopo un controllo di routine da parte dell’ispettorato, che ha effettuato test su alcuni campioni di Maggi raccolti in un negozio di Barabanki, è stata rilevata la presenza di glutammato monosodico. Nestlé, opponendosi al risultato dei primi test, ha chiesto che gli stessi campioni venissero analizzati in un centro specializzato a Calcutta. La scorsa settimana i risultati dell’ultimo test sono stati resi pubblici confermando non solo la presenza di glutammato negli spaghetti ma anche quantità di piombo – metallo pesante cancerogeno – decisamente superiori ai limiti consentiti dalle norme vigenti. Le leggi indiane prevedono un limite di piombo nei cibi fissato a 0,001 parti su un milione; secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, dodici dei tredici campioni contenevano 17 parti di piombo su un milione.

In alcuni Stati indiani ora è vietata la vendita del prodotto.

“Sfortunatamente – si legge in una nota della Nestlè India – gli ultimi sviluppi e preoccupazioni prive di fondamento sul nostro prodotto hanno creato un clima di confusione per il cliente a tal punto che abbiamo deciso di ritirare il prodotto anche se è sicuro”.

La notizia sta avendo ripercussioni sia sulla Borsa di Mumbai che nella giornata di giovedì scorso ha registrato per la Nestlè India una perdita di oltre sei punti percentuali sia sulla pubblicità. Sotto accusa sono, infatti, finiti tre attori di Bollywood rei di aver prestato il proprio volto alla promozione di un prodotto potenzialmente cancerogeno. Le accuse sono atto in malafede con rischio di diffusione di malattie o infezioni, vendita di cibo o bevande nocive, vendita di un prodotto dalla preparazione differente da quanto indicato, truffa e raggiro. I giudici non hanno escluso, in caso di necessità, l’arresto delle tre star. Gli attori si sono difesi anche attraverso i propri avvocati.

 

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