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Migranti, “Via da località turistiche del Veneto” | Il governatore Luca Zaia scrive ai prefetti

di Denise Marfia

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Migranti, “Via da località turistiche del Veneto” | Il governatore Luca Zaia scrive ai prefetti

| venerdì 12 Giugno 2015 - 13:47
Migranti, “Via da località turistiche del Veneto” | Il governatore Luca Zaia scrive ai prefetti

Continua la polemica sull’immigrazione. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, scrive ai prefetti della sua Regione, invitandoli a mandare via subito tutti i profughi attualmente collocati in tutte le località turistiche del Veneto e a evitare nuove allocazioni.

Nella lettera, Zaia si fa portavoce degli allarmi, dei timori e degli appelli a lui rivolti da sindaci, cittadini e imprenditori del turismo veneto, che vedono minacciato il buon esito della stagione estiva dall’invio di profughi, già avvenuto in varie località. “Facendo mio lo sgomento di quanti mi hanno in ogni modo e in ogni dove manifestato la propria preoccupazione che una simile ridia di voci e di azioni possa determinare un effetto devastante sulla stagione turistica in corso, e soprattutto un boomerang sulle prenotazioni a causa delle pubblicità negativa che i media internazionali sono pronti a rilanciare su vasta scala avvantaggiando i Paesi confinanti – scrive Zaia – sono a chiedere con la presente di provvedere allo sgombero con la massima urgenza di tutte le strutture ricettive e degli alloggi già occupati da immigrati nelle località turistiche e a desistere dal procedere a nuove allocazioni”.

Il governatore ricorda, inoltre, che il Veneto è la prima Regione turistica d’Italia e la sesta d’Europa, con 63 milioni di presenze (pari al 15% del volume nazionale), con 17 miliardi di fatturato annuo compreso l’indotto, con 420 mila occupati nel settore.

“Un simile primato – scrive in proposito – non vale soltanto come medaglia da esibire. Ma significa sviluppo economico e occupazione che non possono essere compromessi da una serie di azioni scomposte che stanno colpendo e interessando le principali località turistiche del Veneto”.

Una lettera, quella di Zaia, che certamente farà discutere.

Intanto, sul fronte europeo “Non c’è nessun piano B. Difenderemo fino all’ultimo la nostra proposta, che prevede l’obbligatorietà dei ricollocamenti intra-Ue dei 40mila richiedenti asilo da Grecia e Italia”. Lo ribadisce il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, smentendo le voci di un’inversione di rotta di Bruxelles finalizzato allo sblocco dei negoziati, attualmente in fase di stallo.

 

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