Violenze sessuali su minori: arrestato un operatore | Scoperta comunità degli orrori nell’Agrigentino

di Redazione

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Violenze sessuali su minori: arrestato un operatore | Scoperta comunità degli orrori nell’Agrigentino

| lunedì 06 Luglio 2015 - 11:24

Degrado, violenza e orrore senza fine in una comunità alloggio per minori con disturbo del comportamento nell’Agrigentino. Un operatore è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su alcuni ospiti del centro. La procura ha fermato l’uomo e il gip ha convalidato l’arresto ordinando il carcere.

L’indagato, di 52 anni, avrebbe mostrato ai ragazzini film porno in cui si vedevano lui e altri uomini con donne. L’uomo, a volte con altri due minorenni anche loro indagati, avrebbe fatto sesso di gruppo con una ragazza con deficit mentale all’epoca minorenne. Secondo l’accusa l’indagato faceva fumare hashish ad alcuni ospiti della comunità.

Dall’indagine viene fuori uno spaccato squallido su quanto avveniva nella comunità. Da rifugio per ragazzi in difficoltà, il centro spesso si trasformava in teatro degli orrori.

Anche un sedicenne sarebbe indagato nell’inchiesta che ha portato all’arresto di Carmelo Angelo Grillo, operatore di una comunità alloggio per minori con disturbo del comportamento, nell’agrigentino. I pm agrigentini in conferenza stampa non hanno voluto dire nulla in quanto la competenza è della procura per i minori ma la circostanza si evince dall’ordinanza di fermo. Nella vicenda sono coinvolti diversi ragazzini. Il Pm Salvatore Vella, durante la conferenza stampa in Procura ha detto: ”L’indagato abusava del fatto che lui era l’unico operatore di notte e doveva occuparsi della vigilanza di ragazzi. In queste comunità lui faceva dei favori ai minori offrendo loro spinelli e super alcolici e contrariamente agli altri facendoli andare a letto tardi. Accattivandosi la loro simpatia, lui abusava delle minorenni donne e molti di questi ragazzi diventavano suoi complici. In almeno un caso, nella notte di Capodanno, sappiamo che c’è stato sesso di gruppo”.

La polizia ha intercettato dialoghi tra i testimoni nel commissariato e ha perquisito l’abitazione dell’operatore arrestato e avrebbero trovato prove che confermerebbero i racconti dei testimoni e delle vittime.

I pm agrigentini nel decreto di fermo scrivono: ”Persistendo nella sua azione l’indagato ha dimostrato di non percepire il significato antigiuridico delle proprie condotte, rendendo in tal modo indispensabile l’adozione di una misura cautelare idonea che ne argini l’azione e lo dissuada dal porre in essere qualsiasi altra forma di abuso nei confronti di chiunque ed in particolare di minori e soggetti deboli”.

Carmelo Angelo Grillo si è reso responsabile di una serie di reati gravissimi in danno di minori indifesi. Si tratta di minori che hanno delle problematiche familiari tanto da indurre procure e tribunali di vari territori della Sicilia ad affidarli a queste comunità che dovrebbero curarli per far vincere quelle problematiche familiari. Ad esempio, fra gli assistiti c’era una ragazza la cui madre era morta ed aveva problemi con il padre ed è stata inserita in questa comunità per essere aiutata”. Lo ha detto il procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale, durante la conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’arresto dell’operatore di una comunità d’accoglienza per minori.

“Parliamo di violenza sessuale nei confronti di una ragazza affetta da handicap, violenza sessuale di gruppo assieme ad altri minori. Reati che ci lasciano sgomenti – ha sottolineato Di Natale – ad opera di un soggetto che aveva l’obbligo di curare e sorvegliare questi minori, abusando del ruolo che aveva. Tralasciando la somministrazione di hashish e alcool a minori. I fatti si sono consumati fino al giugno del 2015 sia nelle comunità in cui operava questo operatore che nell’ abitazione di questo operatore in cui venivano portati minori maschi e femmine che potevano avere rapporti sessuali nella sua casa, rapporti che lui filmava o tentava di filmare o gli faceva vedere filmati in cui lui era il protagonista”.

“Per un mero caso una responsabile della comunità, raccogliendo le confidenze di una ragazza s’è decisa, con coraggio, a denunciare i fatti. E l’indagine è subito partita”, dice Di Natale. Il procuratore ha anche sottolineato “la mancanza di seri controlli. Oltre ai controlli formali è necessario controllare i soggetti nei cui confronti vengono accreditate queste strutture e i soggetti che vi operano. Chi ha il dovere di controllare si attivi subito ed eventualmente vengano revocati gli accrediti”.

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