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L’affannoso contrattacco del governatore Crocetta | E il Pd siciliano si spacca sull’appoggio al governo

di Redazione

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L’affannoso contrattacco del governatore Crocetta | E il Pd siciliano si spacca sull’appoggio al governo

| domenica 19 Luglio 2015 - 14:56
L’affannoso contrattacco del governatore Crocetta | E il Pd siciliano si spacca sull’appoggio al governo

Sono ore di fuoco per il futuro del governo Crocetta. Dopo le recenti dimissioni degli assessori Borsellino e Caleca, lo scandalo intercettazioni e l’accorato discorso di Manfredi Borsellino in difesa della sorella Lucia, il Pd siciliano sembra ormai con le spalle al muro. Mentre infatti appena qualche giorno addietro il segretario regionale dei democratici, Fausto Raciti, aveva escluso l’ipotesi di voto anticipato, adesso gli equilibri sono decisamente mutati.

I vertici del Pd si sono riuniti e si riuniranno nelle prossime ore per definire una “exit strategy” che possa quanto meno ridurre al minimo i danni, che si preannunciano comunque ingenti. Ma a complicare i piani di Raciti, ancora una volta, c’è l’ostruzionismo del presidente Crocetta: “Non mi dimetto, sono un combattente e un combattente muore sul campo. Se lo facessi la darei vinta ai poteri forti”.

“Il Pd vuole le mie dimissioni? Mai, mi sfiducino se vogliono – dichiara Crocetta all’Ansa dal suo “ritiro” in quel di Tusa (Messina) – così si renderanno complici dei golpisti e passeranno alla storia come coloro che hanno ammazzato il primo governo antimafia della storia siciliana. Qualcuno ha voluto mettere a segno un golpe, volevano determinare le mie dimissioni o il mio suicidio”.

Sul caso intercettazioni, l’ex sindaco di Gela non intende deporre l’ascia di guerra: “Trovo assurdo che organi istituzionali abbiano espresso giudizi senza fare le dovute verifiche con la Procura. L’Espresso se ha il materiale lo consegni ai magistrati, se non ce l’ha, e non ce l’ha, la cosa è molto grave e vergognosa. Ma ne risponderà davanti alla giustizia. Il governo nomini subito una commissione d’inchiesta per accertare quali servizi deviati e quali poteri oscuri abbiano tentato di farmi fuori”.

“Ieri l’ho chiesto al ministro degli Interni Alfano – conclude il governatore siciliano all’Ansa nel giorno delle commemorazioni della strage di via D’Amelio – Ho sentito che su di me circolano altre voci, alcune riguardano la mia sessualità. Ma non c’è un bel niente, io non ho nulla da nascondere. Non c’è nulla su di me, la mia storia è limpida”.

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