Integratori alimentari e tumore alla prostata, “fare più attenzione”

di Redazione

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Integratori alimentari e tumore alla prostata, “fare più attenzione”

| lunedì 05 Ottobre 2015 - 18:37
Integratori alimentari e tumore alla prostata, “fare più attenzione”

Assumere alte dosi di integratori alimentari, secondo un nuovo studio, può far aumentare notevolmente il rischio di sviluppare un carcinoma prostatico.

A coordinare lo studio condotto dalla Clinica Urologica dell’Ospedale Molinette di Torino è stato il professore Paolo Gontero. Il risultato della ricerca, iniziata nel 2008, è stato pubblicato sulle riviste “Nature Reviews Urology” e “The Prostate”.

Sotto analisi sono finiti i pazienti affetti da una forma “pre-tumorale” della prostata. Questi sono stati poi divisi poi in due gruppi: il primo è stato trattato per un periodo di sei mesi con delle pillole contenenti dosi elevate di selenio, licopeni e polifenoli del thé verde.

Al secondo gruppo, invece, è stata somministrata la stessa quantità di pillole contenenti solamente una sostanza placebo come l’amido. Coloro che erano stati trattati con le sostanze antiossidanti hanno rivelato una probabilità di tre volte più alta di sviluppare un tumore alla prostata rispetto ai soggetti del secondo gruppo.

“Personalmente temevamo che non saremmo riusciti a dimostrare l’efficacia di queste sostanze a causa della durata relativamente breve del trattamento. Ma mai ci saremmo aspettati di dover constatare un effetto opposto a quanto avevamo sperato”, ha detto Gontero.

Il ricercatore ha poi fatto chiarezza sulla ricerca: “Nel tentativo di capire le ragioni di un tale risultato paradossale abbiamo condotto delle analisi genetiche sui microRna di questi tumori nei laboratori di Genomica dei tumori della Fondazione Edo Tempia”.

“I soggetti che avevano assunto questi antiossidanti in elevate quantità, contrariamente a quelli trattati con solo placebo, mostravano dei geni anomali simili a quelli che si rinvengono nei tumori della prostata, a dimostrazione che l’aumentato numero di tumori non è dovuto al caso, ma è l’effetto di modificazioni geniche probabilmente indotte dagli antiossidanti.”

La conclusione: “Questo studio ci mette però in guardia sul fatto che una sostanza con potere antiossidante in elevate quantità o in concentrato non è necessariamente benefica”.

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