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Tumore al colon e ricerca sulle staminali: senza dieta mediterranea il rischio aumenta

di Redazione

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Tumore al colon e ricerca sulle staminali: senza dieta mediterranea il rischio aumenta

| mercoledì 28 Ottobre 2015 - 15:24
Tumore al colon e ricerca sulle staminali: senza dieta mediterranea il rischio aumenta

Studiare le caratteristiche e i punti deboli delle cellule staminali del tumore al colon è ormai priorità assolute della ricerca oncologica italiana. Questo “perché l’incidenza del tumore è in rapida crescita soprattutto nell’Italia meridionale, anche a causa del progressivo abbandono della dieta mediterranea”, ha detto Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’obiettivo è quello di sviluppare terapie capaci di eliminare e privare il tumore delle sue capacità di rigenerarsi, resistere alle terapie e formare metastasi. A lavoro, oltre il team di ricercatori dell’Iss, anche un’equipe di colleghi del Cnr di Napoli, dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e del National Cancer Institute statunitense.

“La linea di studi sulle cellule staminali del cancro del colon rappresenta una delle eccellenze della ricerca nel nostro Istituto”, spiega Ricciardi a proposito della ricerca pubblicata sulla rivista Cell Death and Differentiation. I ricercatori dell’Iss hanno individuato la presenza sulla superficie delle cellule staminali una proteina tipica delle cellule staminali embrionali.

Si tratta di Cripto, che fornisce alle cellule tumorali un’aumentata capacità di generare altre cellule maligne e di formare metastasi: “Abbiamo bloccato le funzioni di Cripto con degli “interruttori molecolari” in grado di sopprimere la presenza di questa proteina”, spiega Ann Zeuner, ricercatrice del Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina Molecolare dell’Iss.

“Abbiamo ottenuto una inibizione delle attività cellulari collegate alla progressione e diffusione del tumore – conclude – Questo ci spinge a proseguire con le ricerche in questa direzione per poter individuare un bersaglio efficace per bloccare la diffusione del cancro“.

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