In Campania potrebbe verificarsi un vero e proprio terremoto giudiziario. Nell’ambito di una inchiesta della Procura di Roma che vede indagato per induzione alla corruzione Carmelo Mastursi, capo della segreteria del presidente De Luca dimessosi lunedì, risulterebbero coinvolti anche il magistrato Anna Scognamiglio del Tribunale di Napoli e tra gli indagati ci sarebbe anche il presidente della Regione De Luca.
Sono 7 in tutto gli indagati della procura di Roma nell’inchiesta che coinvolge Vincenzo De Luca. Con il governatore sono iscritti tra gli altri con l’accusa di concussione per induzione, il giudice Anna Scognamiglio e l’ex capo segreteria di De Luca, Carmelo Mastursi. Tutti, tranne De Luca, sono stati perquisiti il 19 ottobre.
Gli altri indagati sono l’avvocato Guglielmo Manna, marito della Scognamiglio, Giorgio Poziello e Gianfranco Brancaccio, intermediari, Giuseppe Vetrano, ex coordinatore delle liste che hanno sostenuto De Luca in campagna elettorale. Nessuno dei perquisiti ha fatto ricorso al tribunale del riesame di Roma per impugnare i decreti di sequestro.
La Scognamiglio è l’estensore della sentenza con cui il tribunale di Napoli confermava la decisione del giudice monocratico secondo cui nei confronti di De Luca andava sospesa l’efficacia della legge Severino.
Secondo le tesi dell’accusa, ancora tutte da verificare, il marito del magistrato avrebbe chiesto a Mastursi una nomina “di favore” nel campo della sanità in cambio di un provvedimento favorevole a De Luca.
Nei giorni scorsi era stata effettuata una perquisizione negli uffici e nella abitazione di Mastursi che aveva portato al sequestro di un cellulare.
“Sicuramente è stato un comportamento sbagliato e infatti non c’è più”. De Luca, critica così il suo ex braccio destro, Nello Mastursi, che non lo avvisò di aver subito una perquisizione. Quanto all’inchiesta, in cui si ipotizza un accordo con il giudice che congelò l’applicazione della legge Severino nei suoi confronti, il governatore campano ribadisce: “Non so nulla, sono parte lesa”.
Il Governatore infatti si è detto estraneo alla vicenda.
Durante la conferenza stampa di questa mattina a Napoli, De Luca ha dichiarato che: “Io sono parte lesa in questa vicenda, io e l’istituzione che rappresento. Io non sono a conoscenza di nulla. Non conosco Guglielmo Manca. Il lavoro continua, approveremo norme importanti”.
“Considero il controllo di legalità nel nostro Paese un bene per le persone oneste, lo considero una funzione essenziale in un paese democratico. Per persone perbene è un vantaggio, non un fastidio. Quindi sostengo pienamente l’azione della magistratura e la invito ad andare avanti con estremo rigore, possibilmente in tempi rapidi” ha proseguiro Vincenzo De Luca “combatteremo in maniera ferma nei confronti di chiunque oserà gettare ombre sulla correttezza e sulla trasparenza dei nostri comportamenti”.