Quando i bambini hanno il raffreddore, mamme e papà ricorrono all’apparecchio nebulizzatore e “costringono” i figli a respirare nel boccaglio restando immobili.
Sono molti i dubbi sull’utilità di questa pratica nel curare raffreddore, tosse e in generale i problemi delle vie respiratorie, che molto spesso si risolvono da sé con il tempo.
Sicuramente servono per alleviare i sintomi. Accanto all’utilizzo dell’aerosol occorrerebbe mettere in pratica altri rimedi quali: far bere spesso il bambino, effettuare lavaggi nasali per l’eliminazione di muco e catarro, umidificare adeguatamente gli ambienti (45-55%), monitorare la temperatura in casa (che non dovrebbe superare i 20°), lavarsi spesso le mani e usare fazzoletti di carta.
Gli esperti sono tutti d’accordo nel dire che può essere utilizzato in alcune specifici disturbi che colpiscono questi organi, anche se con qualche distinguo sulle malattie da trattare. Avrebbe senso, dunque, per la cura della bronchiolite, della bronchite asmatica e della laringite mentre non sarebbe utile nei comuni malanni di stagione.