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Gianluca Grignani e gli attacchi di panico: “Sono momenti devastanti, ma non permetterò che mi pieghino ai farmaci”

di Redazione

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Gianluca Grignani e gli attacchi di panico: “Sono momenti devastanti, ma non permetterò che mi pieghino ai farmaci”

| giovedì 12 Maggio 2016 - 09:02
Gianluca Grignani e gli attacchi di panico: “Sono momenti devastanti, ma non permetterò che mi pieghino ai farmaci”

Gianluca Grignani si scusa e stavolta le sue parole sono interamente rivolte alla sua famiglia. La moglie, i suoi quattro figli, coloro che non hanno potuto beneficiare in pieno, soprattutto negli ultimi anni, della sua presenza. Dopo la pubblicazione del suo nuovo album “Una strada in mezzo al cielo“, il cantautore ha voluto raccontare a Vanity Fair tutto ciò che lo addolora di più e che non gli ha permesso di vivere serenamente.

Le prime parole sono indirizzate ai figli. “Chiedo scusa per non essere oggi il padre che probabilmente i loro compagni di scuola trovano fuori dal cancello. Comprenderanno però un domani che quello che gli sto insegnando io non tutti i papà possono insegnarlo, e forse allora il gioco sarà valso la candela. Soprattutto, vorrei dire loro che non devono preoccuparsi. Se ci sarà da chiedere un’altra volta perdono, lo farò. Ma, se avranno bisogno, potranno contare sulla parte migliore di me”. Grignani ha poi ammesso di essersi cacciato in brutte situazioni ma di essere, nonostante tutto, una brava persona. “Non ho più la fedina penale pulita, ma non per questo sono un mostro. In paese mi conoscono tutti, e sanno di che pasta sono fatto. Sa qual è il metro? I miei figli invitano gli amichetti di scuola, e i genitori si fidano, li lasciano venire. Casa mia è piena di bambini”.

Qualche giorno fa Grignani ha scritto su Facebook un post dove ammette di avere spesso delle crisi di panico, chiedendo il supporto della famiglia ma anche di tutti i fan. “L’ansia ha un livello uno, accettabile, e un livello due, che non lo è più. E lì corre con la tachicardia e l’angoscia, ti fa vedere i film, non la trattieni, ovunque tu sia è meglio che esci da quella stanza perché non puoi più rispondere di te. Sono momenti devastanti, ma non permetterò che mi pieghino definitivamente ai farmaci“.

 

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