Rio 2016, la Bruni dedica l’argento alla sua Diletta. E in Italia la politica torna a discutere

di Denise Marfia

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Rio 2016, la Bruni dedica l’argento alla sua Diletta. E in Italia la politica torna a discutere

| martedì 16 Agosto 2016 - 18:27
Rio 2016, la Bruni dedica l’argento alla sua Diletta. E in Italia la politica torna a discutere

È bastato che Rachele Bruni dedicasse alla compagna Diletta la medaglia d’argento vinta nella gara di nuoto di fondo alle Olimpiadi di Rio 2016 per far risvegliare la politica dal torpore delle ferie estive.

Subito dopo la vittoria, l’azzurra aveva dedicato “il mio argento anche a Diletta: non ho mai fatto coming out ma non mi sono neanche mai preoccupata dei pregiudizi. Io vivo la mia vita con naturalezza. Dite che ci vuole coraggio? Non lo so, so solo che mi è venuto naturale pensare alla mia Diletta. E non ai pregiudizi della gente”.

Il gesto della Bruni ha provocato la reazione di alcuni politici, riaccendendo il dibattito sulle Unioni Civili. La Presidente della Camera Laura Boldrini ha ricordato, in un lungo post su Facebook, anche altri atleti omosessuali presenti a Rio e ha aggiunto: “Tutti appartengono a Paesi dove l’omosessualità è una condizione riconosciuta e rispettata. Ci sono invece Nazioni in cui purtroppo è ancora un crimine e manifestarlo pubblicamente significa rischiare anni di detenzione o addirittura la morte”.

Poi ha ricordato che “in Italia, con l’approvazione della legge sulle unioni civili, abbiamo finalmente superato una discriminazione che durava da troppo tempo, avvicinando la nostra legislazione a quella dei paesi più evoluti e nel rispetto dei cambiamenti della nostra società”.

Secca la replica, in una nota, di Roberto Calderoli, Lega Nord. “La presidente della Camera riesce a strumentalizzare per la propaganda politica anche i giochi olimpici, utilizzando in un post sulla propria pagina Facebook, attraverso la presenza di atleti omosessuali per giustificare l’approvazione della legge sulle unioni civili”.

“Secondo la Boldrini prima della norma che consente i matrimoni tra persone dello stesso sesso l’Italia non era un Paese evoluto, e c’era una discriminazione verso gay e lesbiche. A me non sembra affatto così – afferma -, e non mi risulta che tra le priorità ci fosse l’approvazione di questa legge che ha aperto tra l’altro la porta alla stepchild adoption, ovvero l’adozione del figlio naturale del partner. Parli piuttosto, la presidente, delle dichiarazioni del fondatore dell’Ucoii, Hamza Piccardo, secondo il quale la poligamia è equiparabile alle unioni civili: per quale motivo se ne sta zitta su questa gravissima affermazione, e non interviene nemmeno sulle grida di aiuto lanciate quotidianamente da donne schiave delle imposizioni dell’Islam, che vengono riportate di continuo dagli organi di informazione?”.

Non poteva mancare l’intervento di Monica Cirinnà, senatrice del Pd: “Sono rimasta molto colpita da quella bellissima dichiarazione d’amore, bella come tutte le dichiarazioni d’amore” ha dichiarato a La Presse. “Una bella pagina di vita e non solo di sport quella che ha interpretato Rachele che ha dimostrato coraggio ma anche capacità di rilanciare una battaglia di libertà in un palcoscenico come quello delle Olimpiadi. Un messaggio a tutto il mondo. Quanto alla chiusura di certi ambienti posso solo dire che anche dallo sport è lecito attendersi risposte. Questo avverrà se e quando si arriverà a pensare, e non vale ovviamente solo per il mondo dello sport, che in fondo siamo tutti diversi m anche tutti uguali. Si tratta di rendere questi momenti, quello di Rachele, la normalità della vita: appunto tutti diversi ma tutti uguali a cominciare dall’amore verso il nostro partner”.

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