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Camera, taglio degli stipendi ai parlamentari | C’è il ddl del M5S, ma Renzi prende tempo

di Andrea Fabbricatore

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Camera, taglio degli stipendi ai parlamentari | C’è il ddl del M5S, ma Renzi prende tempo

| lunedì 24 Ottobre 2016 - 16:34
Camera, taglio degli stipendi ai parlamentari | C’è il ddl del M5S, ma Renzi prende tempo

É arrivato oggi alla Camera per la discussione generale il disegno di legge che punta a dimezzare gli stipendi dei parlamentari: la proposta del Movimento 5 Stelle prevede di tagliare del 50 per cento la parte fissa dell’indennità (da 5mila a 2500 euro netti al mese) e ridurre la diaria.

Al momento è previsto che la discussione prosegua nella giornata di domani, in cui però è probabile il ritorno in commissione dello stesso disegno di legge per vizio di forma, causa l’assenza del relatore ed il mancato esame degli emendamenti (circa 100). Ciò comporterebbe un rinvio delle votazioni a dopo il 4 dicembre, dopo il referendum.

In un videomessaggio postato sul suo blog, Beppe Grillo commenta:  “Si risparmierebbe di più rispetto a quanto si farebbe con la riforma costituzionale“. Con risparmi per le casse dello Stato fino a 87 milioni di euro (61 milioni dalle indennità e 25 milioni dalle spese).

Il M5s parla di “giornata storica” e invita gli attivisti a scendere in piazza domani alle 15 davanti Montecitorio. La discussione sul ddl “Modifiche alla legge 31 ottobre 1965, n. 1261, concernenti il trattamento economico e previdenziale spettante ai membri del Parlamento” andrà avanti martedì 25 ottobre.

“Il Pd studierà il ddl del M5s ma il problema è come si taglieranno questi costi. Il Movimento butta in corner quando è in difficoltà. La loro proposta nel merito rischia di non funzionare. Perché ai parlamentari, anziché dare l’indennità piena non la diamo per le presenze in Aula?”, ha commentato il premier Renzi ospite da Lucia Annunziata.

Nel mirino del premier c’è il grillino Luigi Di Maio, “Di Maio ha il 37 per cento delle presenze e allora diamogli il 37 per cento delle indennità. I Cinque Stelle giocano a fare i puri ma poi sono come gli altri”. Immediata la riposta al premier: “Renzi ci dica chiaramente se il Pd voterà oppure no la nostra proposta per dimezzare gli stipendi dei parlamentari”.

“Se vogliono fare proposte ben venga, se invece vogliono rimandare la proposta in commissione significa affossare tutto e tenersi il malloppo – prosegue – Non dica inesattezze, noi guadagniamo 3mila euro al mese e rendicontiamo tutti i rimborsi, lui prende più di 5mila euro e non sappiamo quello che si fa rimborsare. Lo sfidiamo a dare massima trasparenza su quanto spende, a partire dall’aereo da 170 milioni di euro”.

Allo stato, senatori e deputati ricevono una indennità mensile pari a oltre 10mila euro lordi (circa 5mila netti). All’indennità vanno sommati un “rimborso per le spese accessorie di viaggio” pari a circa 1.650 euro e due quote da 2.090 euro per le spese di segreteria chiamate “spese per l’esercizio del mandato”.

Se gli onorevoli (eccezion fatta per questori, presidente, vice presidenti, segretari di aula, capigruppo, presidenti di commissione, deputati in missione) non sono presenti ad almeno il 30% delle votazioni, la diaria di 250 euro al giorno gli viene decurtata

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