REFERENDUM, IL NO VINCE CON IL 59,2% |Terremoto politico, Renzi si dimette da premier| “Ho perso io, mi assumo tutte le responsabilità” |

di Guido Monastra

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REFERENDUM, IL NO VINCE CON IL 59,2% |Terremoto politico, Renzi si dimette da premier| “Ho perso io, mi assumo tutte le responsabilità” |

| domenica 04 Dicembre 2016 - 20:01
REFERENDUM, IL NO VINCE CON IL 59,2% |Terremoto politico, Renzi si dimette da premier| “Ho perso io, mi assumo tutte le responsabilità” |

Il referendum costituzionale si trasforma in un terremoto politico. Il No vince con una percentuale molto più alta rispetto alle previsioni, quasi il 60%, e la conseguenza naturale è che il premier Renzi ha annunciato le dimissioni che si concretizzeranno nelle prossime ore, dopo una riunione del Consiglio dei Ministri. Già Matteo Renzi ha parlato con il presidente della Repubblica Mattarella a cui rassegnerà le dimissioni. Sarà il capo dello Stato a decidere a chi affidare il compito di formare un nuovo governo.

La vittoria del NO è stata schiacciante e si è compreso fin dai primi exit poll, secondo cui il SI non avrebbe superato il 43-44%. I dati reali hanno detto che la differenza è stata ancora più netta, con il NO che ha sfiorato il 60%. Significativa, tra l’altro, l’alta percentuale di votanti che ha sfiorato il 69%.

LE REAZIONI

Renzi lascia, in coerenza con quanto ha detto fin dall’inizio. Si è assunto tutte le responsabilità della sconfitta, ha ringraziato commosso tutti i suoi compagni di viaggio di questa battaglia costituzionale, e ancora più commosso ha ringraziato moglie e figli. Ha detto di non avere rimorsi ma certamente ha commesso l’errore di avere “personalizzato” il referendum, tramutandolo di fatto in un voto di fiducia sul Governo. E ha perso. Per questo lascia la poltrona, lasciando ad altri la responsabilità di portare avanti proposte “coerenti e condivisibili”. Difficile dire se resterà in sella, se cercherà di rientrare dalla “finestra” ma è un’ipotesi improbabile. Renzi resta segretario del PD, il maggior partito di Governo, ma anche in casa sua l’ormai ex premier avrà conti da regolare.

Si apre una crisi di Governo con molte incognite. Il fronte del no, dai grillini a Salvini, da Brunetta a D’Alema, ha esultato con variegata intensità ma non può essere considerato una coalizione futuribile. Il loro NO nasceva da motivazioni profondamente diverse che non sono politicamente sintetizzabili. Per il capo dello Stato Mattarella si prospetta un superlavoro di diplomazia.

CHE COSA POTREBBE ACCADERE

Adesso si guarda ai mercati (ci sarà davvero un crollo delle Borse?), ai rapporti con l’Europa, ai tanti progetti avviati, alla riforma elettorale che comunque dovrà essere modificata al più presto in un clima non certo sereno. Un’ipotesi possibile è che quella che si vada al voto anticipato, cosa chiesta a gran voce dai leader del centrodestra e da Grillo.

LA REAZIONE DELLE BORSE

Nell’analisi politica va tenuto in grande considerazione il… popolo italiano. La grande affluenza e la schiacciante vittoria del no lascia supporre una “vittoria della protesta”, un po’ come è successo con la Brexit in Gran Bretagna o in America con il rinnovo del presidente. E non è nemmeno da sottovalutare l’enorme vittoria del NO in tutto il Sud (oltre il 70% in Sicilia). E non sarà facile trovare il modo di canalizzare la protesta e il malumore dei cittadini che vivono sulla propria pelle gli insuccessi politici di tante legislature.

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LA DIRETTA

07.00: Dopo tutte aver scrutinato tutte le 63169 sezioni, il dato finale rivela che a votare NO è stato il 59,11%.

05.00: Mancano ormai le ultime sezioni che non possono modificare il dato finale. Dopo oltre 6300 sezioni il NO è al 59,19%.

03.15: Definitivi i dati dell’affluenza: 68,48% (74,12 al nord, 71,62 al centro, 59,6 al sud). L’affluenza degli elettori all’estero è del 26,45%: e all’estero (i dati sono in ritardo) dovrebbe avere vinto il Si.

03.01: Mancano solo 200 sezioni da scrutinare in Italia: il NO è avanti con il 59,61%.

02.28: Sale ancora il NO: 59,72% quando mancano un migliaio di sezioni.

02.20: Scrutinate 59500 sezioni, il NO cresce ancora: 59,69%.

01.32: Spogliate già 53.000 sezioni: il NO è al 59,62%.

01.25: Silvio Berlusconi guarda ai prossimi giorni: “Ora bisognerà fare un “tavolo” per cambiare la legge elettorale”.

01.23: Marine Le Pen, leader dell’estrema destra francese, esulta per la vittoria del no: “Gli italiani hanno ripudiato l’Ue e Renzi. Bisogna ascoltare questa sete di libertà delle nazioni e di autodifesa”.

01.20: Massimo D’Alema, “dissidente” del Pd, non infierisce sul premier: “Capisco la sua amarezza per il risultato e apprezzo la dignità con cui ha tratto le conclusioni”.

01.15: Dopo 45.000 sezioni scrutinate (circa il 70%) il NO si attesta sul 59,43%.

00.58: Alessandro Di Battista: “La Costituzione va modificata per garantire più poteri ai cittadini, guarda caso quando non è necessario il quorum l’affluenza al voto è enorme. E’ tempo di chiudere con la parola antipolitica legata al Movimento 5 Stelle, la nostra forza è riuscita a mettersi di traverso al potere: un gruppo parlamentare insieme ai cittadini è riuscita a ottenere un grande risultato”.

00.55: Salvini a Porta a Porta: “Grazie grande come una casa ai milioni di italiani che hanno votato. Un dato così dà energia, il popolo vuole tornare a contare. L’idea della Lega è quella di votare il prima possibile, il dopo Renzi è complicato con dati estremamente negativi”.

00.51: L’esultanza di Beppe Grillo in un tweet: “Ha vinto la democrazia, italiani al voto al più presto”.

00.40: Ormai scrutinate quasi metà delle sezioni: la vittoria del NO è scontata e ormai i numeri perdono importanza dopo le dimissioni di Renzi: il NO è al 59,59%.

00.39: Renzi ha già parlato telefonicamente con il presidente della Repubblica per concordare le dimissioni.

00.30: Si ferma qui l’esperienza del governo Renzi. La sconfitta del SI provoca le sue dimissioni che saranno consegnate nelle mani del presidente Mattarella nel pomeriggio di lunedì.

00.20: Renzi parla da Palazzo Chigi: “Il Popolo italiano ha parlato in modo inequivocabile, chiaro e netto. Tanti cittadini si sono riavvicinati alla carta costituzionale: questo è bello, significativo. Viva l’Italia che non sta alla finestra ma che sceglie, decide e crede nella politica. Il No ha vinto in modo straordinariamente netto, congratulazioni ai promotori del no. Consegno loro oneri e onori, consegno la responsabilità della proposta, dovranno avanzare proposte coerenti e credibili nell’interesse dell’Italia e degli italiani. Agli amici del sì, che hanno condiviso il sogno della riforma, vorrei dare un abbraccio forte e affettuoso: ci abbiamo provato, abbiamo dato una chance di cambiamento ma non ce l’abbiamo fatta. Non siamo riusciti a convincere la maggioranza. Volevamo vincere, mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta, ho perso io. Ma chi lotta per un’idea non può perdere. Si può perdere una battaglia, ma non la fiducia in un Paese che è il più bello del mondo. Io ho perso, nella politica italiana di solito non perde mai nessuno, io sono diverso e lo dico a voce alta anche se col nodo in gola, non sono riuscito a portarvi alla vittoria, ho fatto tutto quello che si poteva fare in questa fase. Credo nell’Italia, per questo credo che sia doveroso cambiarla. Dobbiamo scattare e credere nel futuro, non galleggiare. Andiamo via senza rimorsi, abbiamo combattuto la buona battaglia con passione. L’esperienza del mio Governo finisce qui. Domani pomeriggio (lunedì ndr) riunirò il Consiglio dei Ministri, li ringrazierò per l’avventura e andrò al Quirinale per consegnare le dimissioni al presidente della Repubblica Mattarella. Consegnerò al mio successore il lungo elenco delle cose fatte e da fare. Grazie a mia moglie Agnese e ai miei figli”.

00.11: Dopo 12.200 sezioni (circa il 20%) il NO cresce ancora: 59,43%.

00.09: Secondo i dati disaggregati appare probabile che il SI possa vincere solo in Emilia Romagna e Toscana e nella provincia di Bolzano. In tutte le altre regioni è molto avanti il NO.

00.05: Tweet di Matteo Renzi: “Grazie a tutti, comunque. Viva l’Italia”. Tra pochi minuti parlerà da Palazzo Chigi.

00.03: Dopo oltre 8.691 sezioni scrutinate (circa il 13%) il NO è sempre largamente avanti: 59,03%. La vittoria del no appare ormai scontata.

00.01: Manifestazione sotto Palazzo Chigi da parte di un centinaio di sostenitori del no che chiedono le dimissioni di Renzi. C’è il presidio delle forze dell’ordine in assetto antisommossa per evitare il degenerare della situazione.

23.55: Dopo 5.200 sezioni (circa l’8% del totale) il NO è al 59,43%.

23.50: Dati di affluenza ormai quasi definitivi: 68,37%

23.48: Dai dati disaggregati si vede come a Genova e Napoli abbia nettamente vinto il NO.

23.40: Dati reali dopo 1.240 comuni: NO al 60,47%.

23.34: Dato affluenza si va stabilizzando sul 68,7%. Il dato riguarda l’85% dei comuni.

23.32: Il nuovo dato degli exit poll sembra ancora più favorevole al no.

23.30: Matteo Renzi parlerà poco dopo la mezzanotte.

23.27: Dopo lo spoglio delle prime 54 sezioni il NO è al 54,22%.

23.21: Sale ancora la percentuale dei votanti: sul dato di oltre 3.000 comuni si attesta al 69,3%.

23.16: Parla Brunetta, Forza Italia: “Eccellente dato di affluenza, grande segno di democrazia, responsabilità e di intelligenza degli italiani. Se i dati sono questi Renzi deve dimettersi. Renzi ha personalizzato la campagna referendaria, aveva detto che se avesse perso si sarebbe ritirato a vita privata: se i dati saranno questi il premier dovrà dimettersi. E con lui perdono i poteri forti”.

23.14: Lorenzo Guerini, PD: “Commentiamo solo exit poll, dovremmo aspettare anche l’arrivo dei dati reali. Renzi parlerà a Palazzo Chigi tra circa un’ora, noi come Pd convocheremo gli organi di partito nel giro di pochi giorni per le valutazioni del voto referendario e per trarne le indicazioni da assumere. Per ora sottolineamo l’ampia partecipazione come positivo elemento della democrazia”.

23.10: Matteo Salvini, leader della Lega (favorevole al no): “Sfidiamo la scaramanzia e parliamo adesso. Grazie agli elettori che si sono recati in massa alle urne. Se fossero confermati i dati sarebbe una grande vittoria dei cittadini italiani e Renzi dovrebbe dimettersi nei prossimi minuti. Così dovrebbe essere in un paese normale. Non sarebbe solo una sconfitta di Renzi ma anche dei suoi leccapiedi, di tutti quelli che hanno deciso di votare sì perché interessati. Noi siamo a disposizione per una eventuale alternativa”.

23.08: Affluenza in crescita: secondo i dati non ancora definitivi forniti dal Ministero dell’Interno ha votato il 67,33% degli aventi diritto

23.02: Secondo i primi Exit poll il no è al 56,7%, il si al 43,3%. E’ la media fornita da Sky Tg24, sulla base degli exit poll forniti da vari istituti: tutti comunque danno ampio margine al NO.

23.00: Chiusura dei seggi

 

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